Una recensione della Specialized Sequoia Elite dopo un viaggio di 1.250,00 Km

Testo e foto di Fabio Barboni

Dallo scorso anno il colosso di Morgan Hill ha deciso di mettere una bandierina anche nel settore delle bici c.d. ibride o gravel. Già nel 2015 usciva la Diverge, da anni è presente la AWOL e oggi
c’é anche questo nuovo prodotto: la Sequoia.
Se ne leggono tante di questa bici in rete, sfortunatamente in forum di ciclisti su strada che sicuramente non la comprendo e di bikers dove purtroppo è stata presa in considerazione da atleti
grammo/dotazionemaniaci per l’allenamento invernale. Ho letto pareri e impressioni che spesso e volentieri la stroncano in toto.

una bicicletta da gravel

Questa è una bici Gravel, non è una bici da allenamento. E’ una bici per vivere l’esperienza del viaggio, nasce per venire incontro a quella filosofia un po’ new age della decrescita lenta, per coloro
che vi percorreranno 50 km in tre ore, quattro o meglio sei, che cercano spazio per una bottiglia di birra sulla forcella al piuttosto che il cage in carbonio per gli attrezzi in titanio alleggeriti all’elio.
Gravel appunto, la Sequoia è la vera gravel di casa Specialized, la AWOL è e rimane la tipica bici da viaggio su strade accidentate, la Diverge è qualcosa di più tecnico e simile ad una bici da ciclocross, adatta al sentiero ma più attenta al ciclista che cerca l’ultimo ritrovato in ambito gravel/road. La Sequoia fidatevi, seppur con i limiti del caso può andare ovunque.

Modelli e allestimenti

In commercio sul sito internazionale troviamo ben tre modelli: Sequoia,Sequoia Elite e Sequoia
Expert.
Si aggiunge oggi la versione Merz (ne voglio una n.d.r.) versione speciale in onore del famoso costruttore di Telai, ognuno di questi telai è assemblato a mano e dotato di una colorazione
specifica, con tubolari specifici oltre ad un porta oggetti fatto a mano per il sotto sella. Purtroppo è disponibile solo per il mercato USA e in Inghilterra.

Differenze principali: la versione base è totalmente in acciaio (telaio e forcella) con freni a disco meccanici; la Elite monta lo stesso telaio in acciaio della versione base con forcella in carbonio, gruppo e impianto frenante Shimano 105; la Expert ha un  telaio in acciaio definito Premium ed una forcella in carbonio al pari della Elite, gruppo SRAM e monocorona; la Mertz monta invece un telaio realizzato in tandem con Mertz, forcella in carbonio e stesso impianto freni e cambio della expert.
Tutte hanno passaggio dei cavi esterno.
Ulteriori informazioni su: https://www.specialized.com/us/en/bikes/road-bikes/adventure–touring-bikes/sequoia/c/adventuresequoia

Specialized Italia che nel per il 2017 decise di importare solo la sola versione Elite (quella appunto che ho avuto modo di provare io), da questo anno mette a disposizione tutti i modelli tranne la versione Mertz.

La scelta di importare la Elite, in un mercato fortemente tradizionalista come il nostro, ritengo sia stata una scelta saggia.
La Sequoia è presente nel catalogo Specialized, nella categoria Strada sotto categoria avventura insieme alla Diverge ed alla Awol e la dolce evo per donna.

prezzo

Il prezzo di Listino è di € 1.890,00 nella versione Elite, ma potrete sicuramente portarla a casa a 1.700,00 euro. Costa un pò meno la versione base ma potendo spendere consigliere la versione elite.
Molti diranno che € 1.890,00 sono tanti e che la concorrenza fa meglio a meno ma questa è una bici che si compra più con il cuore che con la testa.

Note Personali

L’allestimento è un mix di prodotti di fascia media ma tutti indubbiamente solidi ed efficienti come il gruppo 105 Shimano. I prodotti sono facilmente reperibili in ogni luogo, questo non è da poco per un tipo di bicicletta che aspira ad essere compagna di viaggio in ipotetici tour da oltre 500 km.

Un Plauso agli pneumatici Specialized Adventure Gear Sawtooth, scorrevoli su strada con un gran grip nel fuori strada. Non giudicateli dall’aspetto, il prodotto è eccellente, resistente alle forature e confortevole su tutti i terreni anche quelli più impervi e taglienti. Ho percorso tutto il cammino di Santiago sino a Finisterre senza mai una foratura, tot 1.250,00 tra Cammino ed extra.

Telaio in acciaio e forcella in Carbonio assorbono bene le asperità anche su strade accidentate.
Sicuramente più comoda del mix Alluminio/Carbonio della mia vecchia Tricross del 2011, è una bici fatta per stare comodi sulle lunghe percorrenze, dando la possibilità di viaggiare anche a medie piuttosto sostenute su strada ( ricordo ancora gli sguardi increduli di un gruppo di spagnoli a cui mi ero attaccato a 40 km orari nei pressi di una strada Pamplona).

Cerchi Cruzero proprietari, ottimi ed efficaci, ma che avendo un passante centrale da 12 mm sono difficilmente sostituibili da ruote MTB o Strada di altri marchi o della stessa casa, visto che
questo standard è riservato al Gravel / Cliclocross. All’anteriore si riesce anche ad installare un cerchio da 29 con copertoni Ground Controll 2.4 mentre al posteriore solo 27,5 pollici.
Secondo me questa è la più grave pecca del progetto, un bel perno da 15 mm sarebbe stato da preferire, sia per la facilità di reperire ruote sostitutive sia per venire in contro allo spirito Gravel,(visto che il biker di riferimento adora customizzare il proprio mezzo)

Da valutare i rapporti: se con un 32/36 potete andare ovunque su strada, questa combinazione fa sentire i suoi limiti in montagna, dove in alcuni tratti tiare questi rapporti non è da tutti. Questa bici offre la possibilità di affrontare anche strade che fino a ieri potevano essere considerate appannaggio esclusivo di una MTB.
Sul pacco pignoni si può intervenire se necessario con maggior facilità rispetto alle ruote: sono riuscito a montare anche un 11- 42 che permette di affrontare quasi ogni tipo di salita off road.

Design

Come ho scritto ad un mio amico Californiano  potremo definirla una bici californiana con design italiano. La Elite sembra uscita da una foto di cronaca del giro dei primi 900 quando ancora si battagliava su strade sterrate. Peccato che quest’anno la colorazione sia un nocciola opaco.

Tante le accortezze dalla “targa” con la scritta Sequoia sul tubo del piantone, una serie di piccoli disegni sul bullone blocca sterzo, l’orso della Bandiera dello stato della California, coprisella e fasce del manubrio in materiale denim. Non ultimo il design dei cerchi Cruzero con la scritta Specialized Adventure Gear nel mozzo e i copertoni Specialized Adventure Gear Sawtooth, che con il doppio colore nero e nocciola danno un tocco ancor più vintage a tutto il prodotto richiamando i copertoni di un tempo.
Sotto il punto di vista del design, in ambito gravel, la ritengo una delle bici più belle presenti sul mercato.

COME VA?!

Dopo un giro in bikepacking di 1.250 Km posso concludere dicendo che la bici non delude le aspettative.

Messa alla frusta in un percorso da MTB con sterrati accidentati e single track, si è comportata benissimo: in salita i copertoni Specialized Adventure Gear Sawtooth hanno un grip incredibile anche sui terreni sconnessi. Buono sul terriccio umido, ovviamente la bici trova limiti sul “rock garden” (che non le ho risparmiato) ma resta pur sempre una bici rigida con manubrio con impostazione stradale. Per quanto riguarda il passaggio da una strada asfaltata ad una strada bianca depolverizzata o ben battuta, vi giuro che se viaggiaste bendati avreste difficoltà a capire il mutamento di fondo. Tutto merito del buon mix telaio, forcella e copertoni.

I copertoni sono stati provati fino ad adesso solo con camera d’aria ma sono tubeless ready quindi potrebbero essere tenuti ad una pressione più bassa di quella tipica di una bici da strada.

Su strada ci si trova molto bene, tutte quelle asperità che una bici da strada trasmette al vostro fondo schiena, come piccole buche, avvallamenti, toppe di catrame, sono quasi del tutto trascurabili.
Il manubrio largo e i freni a disco insieme a un telaio lungo rendono la bici veramente ben stabile in discesa.

Sinceramente ho trovato questa sequoia molto valida, in ogni ambito, non eccelle in fuori strada e non eccelle su strada, ma potrete affrontare senza problemi il 90% del terreno che vi troverete di fronte senza alcun problema.

Bikepacking

La Sequoia nasce per il bikepacking: manubrio largo per meglio riporvi borsa tenda o altro, ampio triangolo per alloggiare una borsa da telaio, ben 5 punti in cui poter riporre le borracce, porta attrezzi o altre oggetti sulla forcella. Il tutto rispettivamente con due attacchi sulla forcelle due nel triangolo dove si va ad aggiungere un attacco sotto il telaio utile per riporre un bel porta attrezzi.
Caricata a dovere con tre borse e provata per un breve tratto ha mantenuto tutta la propria stabilità e controllo.

Nella necessità di doverla caricare maggiormente c’è la possibilità di inserire sia una porta pacchi anteriore che uno posteriore vista la presenza dei punti di aggancio. E’ possibile munirla anche
di parafanghi.

Conclusioni

Pro: è una bici da viaggio in stile vintage, piena di personalità con telaio in acciaio e forcella in alluminio.
Possibilità di caricarla come si preferisce, stabile, veloce e precisa, componenti di medio livello che fanno tutti un ottimo lavoro.

Contro: difficoltà nel poter customizzare le ruote e peso di circa 12 kg.

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