Ecco la nostra recensione della Specialized Diverge 2019 Comp Carbon

Qui su bikepecking.it non amiamo fare delle recensioni basate sull’esperienza di un giro di pochi minuti, due ore un pomeriggio o un week end. Le bici da bikepacking devono essere usate per molte ore al giorno per parecchi giorni prima di ricavarne un opinione basata sull’esperienza d’uso reale, ecco perchè abbiamo scritto questo articolo solo dopo circa 2.000 km in sella.

Nello specifico questa Diverge è stata utilizzata da Fabio Barboni dal mese di Agosto con diversi assetti: su strada con pneumatici Specialized Turbo Cotton da 700X28, su sterrati pesanti o giri su misto come la Jeroboam 300 con gli Specialized Sawtooth 700X42, finendo con il montare ruote custom HUNT da 27,5″ con pneumatici Panacer Ride Will da 1.9 durante il Marche Trail.

SPECIFICHE TECNICHE

La bici è basata su telaio Specialized FACT 9r carbon con geometria Open Road. Presente il Future Shock a sospensione progressiva (diverso da quello della sorella Roubaix ) con 20mm di escursione, predisposto per i freni a disco. La forcella è in Carbon FACT 9.

Quest’anno la Comp non viene fornita con gruppo 105 ma con gruppo Ultegra 8000 a 11 velocità con rapporti 48/32 anteriore e 11/36 al pacco pignoni posteriore, tutto Ultegra salvo guarnitura, pedivelle e movimento centrale Praxis Zayante. Quindi a pari prezzo abbiamo un upgrade rispetto al 2018.

Anche i freni hanno subito un upgrade, si tratta di Shimano Ultegra 8070 al posto dei 105. Le ruote rimangono quelle del 2018: DT Swisse R470 Disc anteriore e posteriore, mentre cambia il manubrio: Specialized Adventure Gear Hover, (103mm d. x 70mm r. x 12mm d.) che è più adatto al bikepacking e allo sterrato rispetto a quello del modello 2018 che è più tradizionale.

Di serie viene venduta con copertoni Sawtooth Bliss Ready, 700x38mm, nuovo formato da 38mm più scorrevole ma altrettanto preciso nel fuoristrada.

Degne di nota la sella Phenom Comp, una delle più comode in assoluto del marchio ed in generale sul mercato, e il canotto della sella che è in carbonio S-worsk e ammortizzato.

SU STRADA

La diverge Comp Carbon su strada vanta un  comportamento veramente superlativo se si considera che non è un prodotto pensato ad hoc per giri su asfalto. Montando gli pneumatici Specialized Turbo Cotton, 700X28 (misura minima per le ruote in dotazione) Fabio ha fatto varie uscite tutte in giornata da 80 – 100 – 180 km con dislivelli dai 1500 ai 2500 metri. Viaggiando sempre di pari passo con un amico atleticamente e ciclisticamente simile (con Giant Propel con ruote in Carbonio) non ha mai incontrato problemi nel rimanere a ruota, fatto salvo per i lunghi falsopiani a scendere dove la rapportatura della Giant gli permetteva di spingere di più.

Quanto a medie, seppur questo sia un parametro soggettivo, riportiamo quello che ha riscontrato Fabio:

“Non ho avuto problemi a finire giri di due ore a medie 60/65 kn intorno ai 30 km/h e non scendendo mai sotto i 27km/h di media nei giri più lunghi, tempi di tutto rispetto se considero che con la Tarmac (bici da corsa) sono riuscito a fare massimo rispettivamente 32 e 29 km/H di media sugli stessi giri.”

Da aggiungere che su strada, anche con le Sawtooth da 42 la bici va benissimo: scorrevolezza elevata e comfort notevolmente aumentato. Si perde pochissimo in media sul giro, rispetto ad un Turbo Cootton siamo nell’ordine di 1/2 km orari di differenza a seconda del percorso, qualcosa ancora di più con le 27.5, 2/3 km orari se ci sono molte salite.

FUORI STRADA

Ecco la vera forza di questa bici, la Diverge off-road è fantastica, non si riesce a credere come una bici che su strada è così reattiva e veloce possa allo stesso tempo essere così comoda ed efficace nello sterrato.

Nel fuori strada, pur andando bene con i Sawthoot da 42, la bici da il meglio di se montando ruote da 27.5, parliamo di un salto di prestazioni in termini di comfort, stabilità e tenuta molto elevato.

Il maggior volume d’aria e il future shock rendono avvertibili le asperità del terreno quasi al pari di una front HT. Durante il Marche Trail, Fabio ha fatto in sella tutte le discese del Monte Conero (paradiso della MTB ) senza mettere piedi a terra e senza rompersi le braccia. In quanto a scorrevolezza sullo sterrato la differenza è quasi impercettibile, mentre è invece più marcata su asfalto, dove con la Diverge si possono tenere medie altissime rispetto ad una MTB.

Fabio ha provato la Diverge unitamente alla Sequoia scendendo dal passo del Fargno (Monti Sibillini) con 1000 metri di discesa continua, impegnativa, ciottolosa e scoscesa: in termini di comfort Future Shock e ruote da 27 la ponevano su un livello molto superiore in termini di comodità e facilità d’uso rispetto alla Sequoia.

LUNGHE PERCORRENZE

Fabio ci ha pedalato per tratti sino a 180 km al giorno in modalità stradale e oltre i 200 km in modalità off-road con ruote 27,5 e assetto bikepacking, in ambo le occasioni non ha riscontrato affaticamento o dolori articolari pur soffrendo un pò di mal di schiena. Il telaio unitamente al future shock e la sella ammortizzata S-works la rendono comodissima.

CAPACITÀ DI CARICO

La Diverge è studiata per coloro che vogliono praticare un bikepacking leggero. Potrete montare comunque senza problemi tutti i tipi di borse: il manubrio Adventure (modello 2019) permette un miglior alloggiamento della borsa anteriore ma occhio allo spazio nel telaio dove potrete allo massimo montare la borsa da da 5 litri (forse anche quella da 8 su modelli XL). Volendo si può montare al posteriore anche il portapacchi, ma in tutta coscienza non lo consigliamo per questa bici.

DOPPIA O MONOCORONA?

Qui ci sarebbe molto da dire e molte parole potrebbero essere inutili in quanto si va a sconfinare nei gusti personali; ecco come la pensa Fabio:

“Ho provato sia la versione mono-corona che con doppia guarnitura. Se il vostro sarà un impegno prettamente votato al fuoristrada il mono-corona con la maggior pulizia del telaio, minori problemi meccanici, possibilità di mettere rapporti simili alla MTB potrebbe fare al caso vostro; tuttavia va detto che è molto limitante nei tratti stradali, quindi se pensate che farete quasi solo strade bianche e asfalto la doppia potrebbe fare al caso Vostro. Nella prova su strada c’era con noi un ragazzo in Specialized Cruze e mono-corona, in pianura e nei falso piani in discesa non riusciva a tenere le nostre medie nemmeno facendosi scoppiare i polmoni. I modelli top di gamma montano il mono-corona, tuttavia per come la vedo io non è necessariamente sinonimo di migliore solo perchè più costoso.”

CONCLUSIONI

La Diverge è la bici definitiva?

“Non lo so e non ritengo di avere le competenze per definirla tale. Tuttavia nel mio peregrinare dalle front alle full, passando per Fat, Fatty, e-bike, bici da strada, ciclocross e Gravel, devo dire che è la bici più polivalente che abbia avuto, una bici che cambia anima solo montando e smontando due ruote, veramente in 5 minuti passate da una bici da corsa reattiva e divertente ad una MTB rigida da XC dei primi anni 2000.”

A chi la consigli?

“Non al Bikepacker che voglia fare il giro delle Americhe portandosi dietro 20 kg di bagaglio, rimanendo in casa Specialized per fare un paragone la Sequoia dovrebbe essere la vostra scelta in quel caso. Ma sicuramente la consiglio al Bikepacker che ama viaggiare leggero, veloce o anche stare fuori un fine settimana prevedendo soste senza tenda, con bivacco o B&B. La Diverge risulta divertentissima anche se vogliamo aggiungere un pò di pepe alla solita uscita su strada settimanale deviando su sterrato. Per farla breve dovessi partire per un fine settimana e andare leggero e veloce, partecipare alla Gran fondo delle strade bianche o fare una North Cape 4.000 sarebbe questa la bici che porterei con me tra le 4/5 che gravitano nel mio garage, di cui 2 gravel.”

Foto e recensione di Fabio Barboni

 

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