Damian Stones ci porta in Nuova Zelanda nel Kahurangi National Park: ecco The Grand Loop

The Grand Loop è un cortometraggio che ci porta ad esplorare alcune fra le avventurose e selvagge destinazioni dell’Isola del Sud della Nuova Zelanda. Damian Stones ed Erik Hall hanno avuto l’idea per il loro viaggio bevendo alcune birre al pub e hanno deciso di percorrere questo itinerario ad anello partendo da casa, su bici gravel e in pieno inverno.

Puoi trovare qui sotto il film, qualche domanda che abbiamo fatto a Damian e qualche foto:



Cosa fai in Nuova Zelanda?

Mi occupo principalmente di avventure in bicicletta organizzando tour e facendo la guida in mountain bike. Il mio lavoro da il meglio di sè in estate, quando organizzo viaggi in tutta la Nuova Zelanda guidando un autobus da 20 posti e portando bikers d’oltremare da Auckland a Queenstown nei maggiori bike park che abbiamo a disposizione.

La mia città natale è Nelson, situata nella parte superiore dell’isola del Sud, dove vivo tutt’ora. Nelson è una delle più grandi destinazioni per mountain bike della Nuova Zelanda. Il club locale di mountain bike ha 4500 soci, uno dei più grandi club di MTB del mondo. Nelson è nota per i suoi ripidi percorsi tecnici e per i giri possibili nei dintorni: abbiamo tre parchi nazionali a due passi. Con una così grande comunità ciclistica a Nelson, sono impegnato con Krankin Kids come insegnante/allenatore. Alleniamo circa 250 bambini a settimana, il che è molto divertente. Quando non sto allenando, in off-season, ho tempo per avventure più lunghe. A volte, fuori dalla mtb, aiuto anche un compagno che ha una società di costruzioni e faccio anche un po’ di illustrazioni.

Cos’è il Grand Loop?

L’idea alla base del Grand Loop è quella di collegare i tanti sentieri off-road che partono dalla città di Nelson per poter pedalare in giro per il Parco Nazionale di Kahurangi. Ci sono due percorsi principali all’interno di questo parco nazionale: “The Old Ghost Road” e “Heaphy Track”, entrambi lunghi circa 80 km ciascuno, ma in realtà le alternative sono anche molte altre. Ho fatto questo viaggio in 6 giorni.

Hai creato tu questo itinerario? Da dove nasce l’idea di percorrerlo in bikepacking?

Sono stato ispirato da Martin Langley, che aveva un negozio di biciclette a Golden Bay, è stata la prima persona che ho sentito prima di pensare a questo viaggio. Il Grand Loop è stato reso possibile dalla riapertura della Old Ghost Road, di recente, nel 2015. Questo è il momento in cui i rider locali hanno potuto vedere il potenziale collegamento tra “The Old Ghost Road” e “Heaphy track”, insieme in un unico anello gigante.

Perché in Gravel e in inverno?

Ho scelto la Santa Cruz Stigmata perché l’ho usata spesso per i sentieri Mtb di Nelson e trovandomi molto bene ho voluto aggiungere un pizzico di sfida in più al viaggio. Va detto che l’ho equipaggiata con alcuni freni da mountain bike Shimano XTR e con il manubrio drop bar più largo che ho trovato, sicuramente questi due accorgimenti mi hanno aiutato quando i sentieri erano più tecnici. Tutto sommato si è rivelata abbastanza buona da guidare fuoristrada e molto veloce sulla strada, quindi sono soddisfatto della scelta.

L’inverno è il periodo dell’anno in cui ho a disposizione periodi di tempo più lunghi, rendendo avventure come questa più facilmente realizzabili. Certamente la stagione ha aggiunto ulteriori sfide ma, come abbiamo scoperto, siamo stati davvero fortunati con il meteo.

La Nuova Zelanda è un posto perfetto per il bikepacking fuoristrada? Quali sono le regioni migliori per farlo?

La Nuova Zelanda ha una lunga storia di bici e avventura. Da quando è stato sviluppato il concetto della National Cycleway sono diventati disponibili molti sentieri in tutto il paese. Abbiamo anche un evento, chiamato Tour Aotearoa, che collega molti di questi sentieri lungo tutta la Nuova Zelanda, per oltre 3000km.

Ovviamente sono di parte e penso che la regione di Nelson sia fra le migliori: abbiamo a due passi da casa sia sentieri adatti alle famiglie che ai bikers più esigenti e avventurosi. Direi che anche se la Nuova Zelanda è conosciuta soprattutto per la mountain bike, le opportunità e le zone perfette per il bikepacking, soprattutto off-road, stanno crescendo notevolmente.

Quali sono le cose che hai preferito del Grand Loop? Cosa poteva andare meglio? Hai incontrato difficoltà particolari?

Sicuramente il fatto di poter partire da casa in bici per un giro così bello. La diversità dei paesaggi è davvero straordinaria, si va dalla foresta alpina a passaggi costieri e sabbiosi. Sinceramente non c’è molto che sarebbe potuto andare meglio, abbiamo programmato tutto per bene e l’incognita meteo ha giocato a nostro favore. L’unica cosa che cambierei del viaggio è la mia fotocamera.

L’unico imprevisto che abbiamo affrontato, ovvero le abbondanti nevicate nella Old Ghost Road, ci ha impedito di pedalare in alcuni settori, ma nel complesso ha aggiunto un’altra sfida e coinvolgendo settori brevi non è stato un problema.

Qual’era il tuo set-up per il bikepacking?

La bici che ho usato è una Santa Cruz Stigmata. Avevo delle borse fatte dalla compagnia neozelandese Stealth, davvero super resistenti. La mia borsa da sottosella è chiamata “Pack Horse” e conteneva una dry bag della Sea to Summit. Il resto del mio equipaggiamento è stato messo in altre dry bag, sempre marchiate Sea To Summit, e sulle Anything Cage HD marchiate Salsa. Questa combinazione è un modo molto affidabile per distribuire il peso intorno alla bici con una configurazione versatile e in grado di resistere all’umidità e alla pioggia. Ho portato anche un piccolo zaino Osprey.

Per quanto riguarda dormire e mangiare?

Sono stato fortunato ad avere del cibo fornitomi da un’azienda locale di prodotti alimentari liofilizzati chiamata Absolute Wilderness. Ho praticamente mangiato questo cibo a colazione, pranzo e cena. Avere un pasto caldo ad ogni tappa, nelle condizioni fredde, è stato davvero essenziale. Abbiamo usato un piccolo bollitore per riscaldare l’acqua ad ogni pasto e per il nostro caffè quotidiano.

Siamo molto fortunati in Nuova Zelanda ad avere un sistema di capanne e bivacchi molto buono, questo significa che non abbiamo avuto bisogno di portare le tende, ci è bastato un piccolo sacco a pelo.

Non sarebbe stato meglio percorrere il Loop in estate?

Sì e no, dipende da cosa stai cercando! Certo, i sentieri sono generalmente molto più secchi in estate, ma ci sono molte più persone e, a causa delle lunghe ore di luce del giorno e delle condizioni più calde, non è così impegnativo come nei mesi invernali.

Pedalare sulla neve in gravel si è rivelato molto divertente ed a volte eccitante, adoro la sfida di guidare una bici dropbar sulla neve e su terreni misti. Non è la bici principale che uso la maggior parte del tempo, quindi c’era anche un po’ di novità in tutto ciò.

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