In questo breve articolo analizzeremo le varie tipologie di fotocamere disponibili sul mercato attuale, valutandone l’uso in relazione al bikepacking.

Testo e foto di Matteo Dunchi

Quando si monta in sella e si parte per un’avventura in stile bikepacking, sappiamo che staremo in mezzo alla natura per qualche giorno intero. Se non andiamo in un posto nuovo, avremo comunque la certezza di vedere un posto conosciuto in diverse condizioni di luce rispetto al normale. Se andiamo verso paesaggi inediti, sarà tutta un’emozionante scoperta. Questi momenti sono bellissimi quando li viviamo, ma ci fa piacere anche conservarne un ricordo, magari sotto forma di fotografie o video..
In questo breve articolo analizzeremo le varie tipologie di fotocamere disponibili sul mercato attuale, valutandone l’uso in relazione al bikepacking.

La grandezza del sensore

Partiamo con alcuni semplici concetti. Ruota tutto intorno alla grandezza del sensore digitale. Se parliamo di qualità di immagine, non c’è dubbio che più grande é il sensore e maggiore sarà la qualità delle foto che crea. Purtroppo però, come cresce la dimensione del sensore (che nel migliore dei casi è grande quanto un francobollo) crescono le dimensioni del corpo macchina, e soprattutto delle ottiche.
Un’altra cosa da tenere in considerazione è la tridimensionalità delle foto, che sebbene sia la somma di molti altri fattori tecnici e bravura del fotografo, è indubbiamente favorita se si usano formati grandi.

Varie tipologie di macchine fotografiche

Fino a qualche anno fa esistevano le compattine e le reflex, tra questi due estremi c’erano le cosiddette bridge: oggi il mercato è molto più complicato, sono quasi sparite le compattine e le bridge ma sono nate due nuove tipologie che sembrano fatte apposta per le avventure in bici!
Parliamo delle mirrorless e delle compatte premium. Le prime le possiamo considerare un evoluzione delle reflex: il sensore (e la qualità) sono le stesse, ma il corpo è molto più piccolo perché è stato fatto fuori lo specchio, che ci permetteva la visione attraverso il mirino ottico. Allo stesso tempo, accorciando la distanza tra l’attacco dell’obiettivo e il sensore (il cosiddetto tiraggio), é stato possibile progettare ottiche dalle prestazioni identiche alle ottiche per reflex classica, ma con dimensioni, e pesi, ridotti. Le cosiddette compatte premium invece, sono ancora più piccole, e per forza di cose hanno un sensore e ottica meno performante di mirrorless e reflex, ma non di molto. I sensori, e soprattutto l’elettronica che li gestisce sono molto avanzati e ottimizzati, così come le ottiche. Il tutto è compreso in dimensioni e pesi “ridicoli”, spesso molto minori delle semplici compatte di 3/4 anni fa.
Iniziamo a incanalare un po’ di queste informazioni tecniche verso le tipologie d’uso in ambito bikepacking.

Probabilmente, le vecchie compattine (fascia 0-100 €) le possiamo lasciare a casa se abbiamo uno smartphone di ultima generazione: la qualità è simile se non superiore, e non bisogna portarsi dietro un’altra, seppur piccola, macchinetta.

Compatte premium

Se cerchiamo qualcosa di più delle semplici foto ricordo, allora possiamo passare senza dubbio alle compatte premium, come la Canon G7x oppure le Sony RX100 (ottime le ultime due versioni, la Mk III e la Mk IV). Si comportano egregiamente di giorno, sono utilizzabili a mano libera per foto durante albe e tramonti (che sono le più suggestive) e sono decenti di notte, a patto di non usarle a mano libera (su cavalletto oppure qualsiasi altro supporto, anche improvvisato). Le compatte premium hanno quasi tutte un’ottica zoom molto luminosa, che le rende molto versatili, per riprendere dal paesaggio (che è la foto più classica in viaggio) ai dettagli, oppure ritratti. Una compatta premium si infila in qualsiasi tasca, oppure senza difficoltà anche in una borsa da bikepacking già piuttosto “affollata”. Affrontiamo l’unica nota dolente: il prezzo! Questi giocattolini sono davvero costosi: vanno dai 200/300 per i modelli non molto recenti, ai 1000 per quelli di ultima generazione.

Mirrorless

Salendo di livello, sia dal punto di vista della qualità che da quello della complessità di trasporto e organizzazione, ecco le mirrorless. Ne esistono moltissimi modelli, e a seconda della vostra passione per la fotografia, le uniche che vale la pena di usare nel bikepacking sono quelle con sensore aps-c, oppure l’unico modello full frame con dimensioni accettabili, la Sony A7. Le prime, col classico sensore da reflex per tutti, sono vendute in kit con lo zoom “tuttofare” da grandangolo a medio tele. Il sensore è in grado di fare eccellenti foto di giorno, e sono ottime anche quando cala la luminosità. Il punto dolente é l’obiettivo: questi zoom non sono molto luminosi. Scordatevi quindi ritratti sfuocatissimi o foto a mano libera di notte(se non col flash). Hey ma le mirrorless sono macchine ad ottica intercambiabile! Perchè quindi non portarsi dietro anche un piccolo fisso luminoso, ad esempio un grandangolo o un’ottica da ritratto (per semplicità: il “cinquantino”)? Come vi sarete accorti, stanno però aumentando i pesi e gli ingombri: una mirrorless e due ottiche sono sempre più trasportabili di una reflex col solo obiettivo kit, ma adesso la fotocamera si è guadagnata un posto privilegiato nell’organizzazione del viaggio. Le si può dedicare uno spazio dentro alle classiche handlebar bag o frame bag (sconsiglio nella seatbag, che necessità una sosta per essere aperta), oppure una borsetta dedicata, ad esempio quella vicina al cannotto di sterzo. E le mirrorless quanto costano? Come rapporto qualità/prezzo sono ottime: costano come una reflex o in molti casi meno. Sono macchine “serie” che possono sostituire la reflex ormai per tutto (esclusi certi utilizzi professionali) e quindi un acquisto molto sensato.
Analizziamo invece la scelta di una mirrorless full frame. Come detto in precedenza, adatte ad essere trasportata ne esiste una sola famiglia: la Sony A. Proprio il primo modello, che ormai si trova usato sulle 700 euro, rappresenta il non plus ultra della qualità, in un package piuttosto ridotto. Ricordate cosa si diceva ad inizio articolo? un sensore grande necessità di ottiche grandi! Purtroppo ad oggi gli obiettivi autofocus moderni e dedicati a queste piccole bombe, sono sempre piuttosto grandi, ai livelli delle ottiche per reflex.
Tuttavia, esiste una soluzione: le ottiche “vintage”. Non avranno la messa a fuoco manuale, ma le mirrorless sono ottimizzate per essere usate anche con queste vecchie lenti, grazie a vari sistemi che aiutano la messa a fuoco. Le lenti vintage costano molto meno delle moderne digitali e soprattutto nel campo dei “cinquantini luminosi”, ed ottiche da ritratto in genere, si trovano piccoli gioielli che vanno altrettanto bene (se non in alcuni casi addirittura meglio, come carattere dello sfuocato). Se volete approfondire, digitate su google “lenti vintage” e vi si aprirà un mondo: normalmente si adattano sulle macchine moderne tramite un semplice anello adattatore da 10-20 euro. Su una mirrorless full frame potrebbero bastarvi un piccolo 28mm f/2.8 e un 50mm f/1.8 (spesa totale per alcuni modelli, sotto ai 100€ su ebay o mercatini), al posto di un pesantissimo (e costosissimo) zoom moderno. Inoltre, in questi anni va molto di moda il look “vintage” e con queste lenti darete un taglio del genere senza troppi sforzi, al vostro reportage di viaggio.

“Esempio di sfuocato “vintage” dato da ottica russa Jupiter-8, reperibile sui mercatini a 20-30 euro”

Reflex

E le reflex perchè no? Sono grandi e spigolose: quindi ingombranti e scomode da infilare nelle borse. Le reflex hanno altri vantaggi, non sfruttabili nell’ambito di un viaggio, ecco perchè non rappresentano una scelta sensata se si vuol fotografare in bicicletta, visto che le mirrorless offrono la stessa qualità, ma con ingombri e peso minori.

Accessori

Quali accessori? Per viaggiare, oltre alla fotocamera e agli obiettivi bisognerà portarsi le batterie di ricambio e un panno per la pulizia (anche quello per gli occhiali va bene). Le fotocamere più recenti si ricaricano via USB quindi potrebbe essere sufficiente il battery pack o il caricabatterie con cui carichiamo lo smartphone.
Per quanto riguarda il cavalletto, consiglio l’uso dei modelli “snodabili”, come il GorillaPod della Joby oppure i più economici Monkey della Rollei. Sono leggerissimi e molto pratici all’aperto: possiamo fissarli ad alberi o alla stessa bicicletta se ci serve un punto di ripresa più alto. Inoltre possono essere agganciati al telaio della bici per trasportarli senza problemi, a parte la polvere. Ultimamente stanno uscendo anche agganci come i Peak Design e Bgrip, con cui si possono appendere le macchine alla cintura o alle maniglie dello zaino, comodissimi per avere la macchina sempre a portata di mano e non pesare sul collo come le classiche tracolline.

“Agganci e cavalletti adatti al bikepacking (e alle belle avventure in generale): foto tratte dai siti ufficiali”

A questo punto qualcuno penserà che mi sono dimenticato le compatte a metà tra le economiche e le premium, pure le mirrorless micro 4/3! Questa guida è già molto sostanziosa e queste due tipologie presentano un rapporto tra qualità e dimensioni che le relega in un “limbo” poco interessante tra le altre categorie rispettivamente inferiori e superiori.

La nostra scelta

Vogliamo darvi un nostro personale suggerimento se siete in procinto di acquistare una macchina fotografica per i viaggi in bicicletta e per il bikepacking. Si chiama Sony Alpha 6500 ed è una fotocamera digitale mirrorless con obiettivo Intercambiabile e sensore APS-C. L’obiettivo da abbinarci è un Sony SEL35F18 con focale fissa E 35 mm F1.8 OSS.

 

Post-produzione

E una volta arrivati a casa, le foto come le sistemo? Per molti andranno benissimo i JPG usciti in automatico dalla macchina o dal cellulare. Per chi ha voglia di migliorarle, oppure ha necessità di presentarle sul web o sui giornali, un minimo di post-produzione è necessaria. Anche solo per raddrizzare gli orizzonti, correggere il bilanciamento del bianco e migliorare luminosità e contrasti.In caso di centinaia (o migliaia) di scatti esistono programmi come Adobe Lightroom (scaricabile in prova gratuita 30gg) che velocizzano molto il lavoro. Nel caso di poche foto bastano le web-app come Picasa oppure VSCO Cam sullo smartphone, tanto per citare tre delle applicazioni più usate dai fotografi in generale. Ultimo consiglio, visto che le SD capienti costano una sciocchezza oggi, scattate anche in RAW, e non solo JPG: le foto in condizioni difficili le potrete recuperare e migliorare molto più facilmente rispetto ai semplici JPG elaborati in automatico dalla macchina. Per chi non sapesse modificare le foto, molti studi fotografici oppure siti web offrono questo servizio.

A questo link puoi trovare un articolo completo per l’elaborazione delle foto di viaggio.

Ricapitolando
  • Porta uno smartphone con buona fotocamera se: non ti interessa più di tanto la qualità, scatterai qualche selfie, paesaggi di giorno e foto ricordo al tramonto
  • Non hai un cellulare che fa foto decenti ma vorresti dei bei ricordi del viaggio? Prendi una compattina economica che andrà benissimo.
  • Una compatta premium fa per te se vuoi documentare ogni potenziale esperienza, in maniera sempre decente, ma vuoi ingombri ridottissimi.
  • La Mirrorless aps-c è la scelta migliore se intendi fare bellissime fotografie, magari anche quando cala la luce, con cavalletto ed altri accessori e tutto sommato non portarti troppo peso in più.
  • Non puoi rinunciare alla qualità massima delle fotografie e sei disposto a qualche sacrificio in termini di peso in più e organizzazione dei bagagli? la Mirrorless full-frame è ciò di cui hai bisogno.

E voi con quale fotocamera scattate? Se avete dubbi e domande non esitate a scriverlo nei commenti!

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