Marco ed Eleonora ci raccontano il loro Cicloviaggio alle isole Lofoten

Un breve diario di viaggio e qualche consiglio da Marco ed Eleonora per organizzare al meglio un viaggio alle Isole Lofoten, l’indomito arcipelago Norvegese.

Le Lofoten sono un insieme di isole avvolte dalle acque turbolente del Mare di Norvegia e si trovano molto al di sopra del Circolo Polare Artico. Sono famose ormai in tutto il mondo per i maestosi paesaggi caratterizzati da montagne a strapiombo sul mare, fiordi profondi, colonie di uccelli marini ed enormi spiagge per il surf. Le isole fra l’altro sono state sede di uno dei Checkpoint della scorsa NorthCape4000!

TESTO E FOTO   |   Marco (Cencio) Lazzerini   ,   Eleonora (Ele) Salvadori

DIARIO DI VIAGGIO

24 giugno

Il nostro viaggio alle Lofoten, come tutti i nostri viaggi, inizia qualche mese prima della partenza.
Si studiano itinerari, si da un’occhiata alle foto sul web, ci si informa su luoghi e cose interessanti da vedere, si leggono i resoconti e i consigli di chi ci è già stato. E’ bello iniziare così, si comincia a sognare anche se poi magari stravolgeremo il nostro piccolo abbozzo di programma perché in fondo è meglio non programmare troppo : un pizzico di avventura e di imprevedibilità rende tutto più interessante.

Già da qualche giorno ho smontato e riposto le bici nelle borse, idem il nostro bagaglio. Prenderemo l’aereo a Milano per Oslo e poi volo interno per Bodo.

Arriviamo a Bodo alle 23.30. Ritiriamo le bici in aeroporto, cerchiamo un taxi, adeguato ai nostri voluminosi bagagli e velocemente raggiungiamo l’albergo che abbiamo prenotato. Alle 24 circa siamo a nanna.

25 giugno

Ci svegliamo verso le 8.30 e con calma facciamo colazione. Dopo vado a montare le bici che per fortuna non hanno subito alcun danno nel trasporto a differenza delle borse che presentano diversi piccoli strappi. Niente di particolarmente grave comunque, tutto sistemabile con un po’ di nastro americano.

Montate le bici girelliamo un po’ nel centro di Bodo dato che abbiamo il traghetto per Moskenes alle 13, almeno così avevamo creduto… una volta arrivati al porto constatiamo che l’orario estivo (quello che avevamo considerato) va in vigore dal 1 Luglio e che il prossimo passaggio per le isole sarà alle 15.30. Pranziamo e ci imbarchiamo. La nave è un po’ in ritardo.

Arriviamo verso le 20. Il nostro alloggio, prenotato tramite AirBnb, è a pochi passi dal porto di Moskenes, ma non scarichiamo i bagagli , abbiamo ancora tanta luce a disposizione. La notte artica annulla la percezione temporale e la luce perenne ti fa dimenticare che ore sono. Fatto sta che raggiungiamo prima la bellissima baia di Reine e poi il caratteristico paesino di Å dove ci tratteniamo a fare foto fino fin dopo le 24!

26 giugno

Ci svegliamo abbastanza tardi, stamattina abbiamo programmato una giornata senza bici: previsto il Munkebu trail a piedi. Prendiamo le bici e andiamo a Reine per fare colazione e scorta di provviste per la giornata. Posiamo le bici e raggiungiamo l’imbocco del sentiero che dista pochi chilometri da Moskenes. Il trekking, come tutti quelli presenti alle Lofoten, non è semplice: qui anche quello che viene denominato easy non è mai banale.Il tempo è pessimo, ha piovuto tutta la notte e continuerà così per tutto il giorno.

Come detto il trail è per noi impegnativo, non siamo attrezzati di tutto punto per il trekking. Io ho gli scarponcelli Shimano con la tacchetta… il sentiero è molto pietroso e ripido e anche parecchio scivoloso. In alcuni punti troviamo delle catene che ci aiutano nell’ascesa. Per fortuna siamo ben attrezzati per quanto riguarda pioggia e freddo e da questo punto di vista non soffriamo più di tanto. Percorriamo diversi chilometri di sentiero, poi torniamo indietro: troppo pericoloso proseguire. Recuperiamo le bici e le inforchiamo destinazione Hamnøy ad una quindicina di km. Pioggia incessante e vento ci accompagnano.

Arriviamo in tarda serata, l’alloggio che ci aspetta (prenotato con AirBnb) è accogliente e i padroni di casa gentili e premurosi. Doccia calda, cena nell’unico ristorante del piccolissimo paese e poi letto.

27 giugno

Stamattina splende il sole!!! Ci traccheggiamo fin verso le 10 poi partiamo in direzione Fredvang. Nei pressi di questo piccolo paese parte un trekking che permette di raggiungere la spiaggia di Kvalvika. Come prevedibile il bel tempo ha breve vita; pochi chilometri fatti ed eccolo mutare radicalmente: pioggia, vento, freddo. Il forte vento è il nostro peggior nemico, si insinua nei fiordi e al girare della strada una volta te lo trovi contro, un’altra di traverso, raramente riesci a sfruttarne i favori. Il dislivello non è molto, ma il vento e le condizioni atmosferiche sicuramente contribuiscono a rallentare la marcia e a “fare più salita” e chilometri di quelli realmente registrati dal GPS!!!

Finalmente arriviamo a Fredvang: abbiamo due problemi da risolvere:

  1. Trovare da mangiare perché abbiamo commesso l’errore di partire senza scorte alimentari (errore da non fare mai!) confidando sul fatto che avremmo trovato qualcosa a Fredvang che purtroppo di paese ha soltanto il nome…riusciamo a recuperare un pezzo di torta al cioccolato in un piccolissimo ristoro improvvisato. Questo per oggi sarà il nostro pranzo!
  2. Lasciare in un posto sicuro bici e bagagli. In realtà poi avremmo potuto tranquillamente abbandonare il tutto nel parcheggio antistante il sentiero. Qui nessuno tocca niente, i furti sono rarissimi. Comunque per sicurezza lasciamo bici e bagagli vicino ad una vecchia casetta adibita a deposito di reti e materiale da pesca, il tutto al riparo da sguardi indiscreti. Finalmente imbocchiamo il sentiero. Qualche chilometro tranquillo e iniziamo a salire. Fango e pietre scivolose anche qui per un paio d’ore rendono la nostra marcia lenta e non priva di incertezze. In cima possiamo ammirare in tutta la sua bellezza una spiaggia che se non ci fossero latitudine e clima a confondere le idee potrebbe tranquillamente trovarsi ai Caraibi. Anche oggi vento e pioggia sono stati nostri compagni di viaggio.

Tornati indietro, riprendiamo le bici. La nostra destinazione è Ballstad ad una cinquantina di chilometri. La strada è bellissima, ci fermiamo spesso a fotografare montagne con qualche lingua di neve, spiagge caraibiche e fiordi disseminati di prati fioriti… Piove? Fa freddo? Vento? Chi se ne frega! E’ il prezzo del biglietto e qui vale veramente la pena pagarlo!

Ci distraiamo un po’ troppo e imbocchiamo il tunnel sotterraneo che collega l’isola di Gimsoya a quella di Austvagoya, un incubo assordante e pericoloso lungo quasi 3 km… se potete, evitatelo!

Arriviamo a destinazione verso le 20.30. Una bellissima Rorbu rossa con affaccio diretto sul fiordo sarà la nostra casa per un paio di giorni! Solita fatica per trovare un posto dove mangiare, qualche foto con la fantastica luce “notturna” e poi il meritato riposo.

28 giugno

Svegliati di buona mattina ci rechiamo al vicino paese di Gradval dove avevamo adocchiato un supermarket. Facciamo colazione e scorta per il pranzo.

Destinazione: spiaggia di Aukland a circa 30 km. Il tempo è mutevole, sprazzi di timido sole si alternano alla solita pioggerellina insistente e all’immancabile vento. Transitiamo per il paese di Leknes, veloce sosta caffè e raggiungiamo la nostra meta. La pista ciclabile è piacevole e per buona parte scorre parallela alla strada principale, ma soprattutto permette di evitare le pericolose gallerie. La spiaggia è veramente notevole, ci tratteniamo per rifocillarci e poi imbocchiamo un bellissimo sentiero sterrato che ci porterà alla località di Uttakliev, antico e storico villaggio di pescatori. Nel frattempo la temperatura è calata di un paio di gradi.

29 Giugno

Stamani attendiamo invano che smetta di piovere. Pioviscola ancora, ma sono le 11 e non possiamo trattenerci. La nostra destinazione è Kabelvag a circa 80 km.

Transitiamo per una breve visita al vicino paese di Ballstadoy e dopo circa 10 km siamo a Leknes. Solita sosta supermarket per acquistare un paio di panini per il pranzo. La strada che imbocchiamo è la 816, alternativa alla super trafficata E10. Il tempo è un po’ migliorato, la strada sale e scende piacevolmente lungo la costa concedendoci di ammirare paesaggi sempre nuovi ad ogni curva. Il tempo km dopo km peggiora, una pioggia mista a nevischio ci tormenta la faccia. Adesso è faticoso, i paesaggi da fotografia hanno lasciato il posto a vallate un po’ monotone. La temperatura è scesa ancora un po’, il vento è il nostro solito compagno di viaggio…

Per fortuna gli ultimi km pongono fine al tormento, il tempo è migliorato e alle 19 siamo a Kabelvag. Alloggeremo in campeggio. La nostra nuova casa sembra quella delle favole: bianca, su una collinetta, ha il tetto ricoperto da prato verde! Posiamo le bici, scarichiamo i bagagli, doccia calda e caccia al ristorante!

30 giugno

Nel pomeriggio ci raggiungeranno Alessandro e Rita che sono in giro per la Norvegia con il loro camper. Passeremo il pomeriggio e sera assieme. Programmata gita all’isola di Skrova. Senza bici. Prenderemo il traghetto da Svolvaer che dista pochi km dal nostro campeggio.

La partenza del traghetto c’è solo nel pomeriggio alle ore 16.15 per cui la mattina la impieghiamo a visitare il caratteristico e molto turistico paese di Henningsvaer. Il gestore del campeggio con cui abbiamo fatto subito amicizia ci presta gentilmente il suo furgoncino da lavoro. In questa maniera il programma della mattina potrà conciliarsi con quello del pomeriggio, diversamente non ce l’avremmo fatta con i tempi.

La giornata è splendida. Facciamo tante foto in giro per il paese. Il pomeriggio prendiamo come previsto il traghetto per Skrova insieme ad Ale e Rita. Dal porto con una breve, ma non banalissima passeggiata, raggiungiamo la vetta del monte più alto dell’isola e una splendida vista delle Lofoten è assicurata! Cena in camper. W la pastasciutta!!

1 Luglio

Ci svegliamo tardi. La giornata non promette bene, anzi è pessima. Ha piovuto tutta la notte e ancora non ha smesso, tira un vento abbastanza forte che irrigidisce ulteriormente la temperatura.
L’idea per oggi sarebbe quella di fare il periplo dell’Isola di Gimsoya, circa 70/80 km andata e ritorno al campeggio. Siamo pronti a partire verso le 11, non prima di aver consumato una ricca colazione nella nostra accogliente casetta.

Percorriamo una ventina di chilometri sotto una pioggia incessante mista a nevischio, forti raffiche di vento e spesso sotto le cascate d’acqua sollevata dai numerosi camion che intasano l’ E10.

Non è un bel procedere… Arrivati al bivio per l’isola di Gimsoya, prima di attraversare il ponte, ci fermiamo per decidere il da farsi. Gimsoya è completamente avvolta dalle nuvole, quasi non si vede, il tempo non migliora e si prevede di incontrare pochissimi centri abitati lungo la strada dove magari trovare un momentaneo rifugio e potersi riparare. Facciamo dietro front per il campeggio, doccia calda e poi sotto le coperte a scaldarsi un po’. Oggi è andata così… Comunque km fatti circa 40. La sera andiamo a cenare a Svolvaer a piedi. Il tempo è un po’ migliorato.

2 Luglio

Sveglia alle 4.30! Viste le previsioni per i prossimi giorni abbiamo deciso di anticipare il nostro rientro a Bodo. Prendiamo il traghetto veloce dal porto di Svolvaer alle 6.00. Sbarchiamo a Bodo alle 9.30. Facciamo colazione, troviamo un ottimo albergo nel centro della cittadina ad un prezzo stracciato su booking.it, poi facciamo una scappata al ufficio informazioni turistiche in cerca di qualcosa di interessante.

E’ deciso: ad una 40ina di km si trova la località di Saltstraumen, lì è possibile vedere in determinati orari, le correnti di marea più forti del mondo. Il salire della marea, per una strana coincidenza di conformazione del fondale e correnti di uscita ed entrata nel fiordo, va a formare grossi mulinelli e l’acqua percorre la superficie correndo come su delle rapide. Spettacolo veramente unico!

La giornata è ottima, c’è anche il sole, la temperatura è gradevole. Ci attardiamo per il ritorno lungo il quale non ci facciamo mancare un po’ di pioggia e il solito vento.

3 Luglio

Giornata dal meteo spettacolare. Zero nuvole! Non fa freddo. Destinazione Myella: fantastica spiaggia di sabbia bianca corallina. Facciamo anche un po’ di vero fuoristrada non previsto per raggiungerla e ancor prima ci fermiamo a fare foto su un’altrettanto bella spiaggia di cui non ricordo il nome.

4 Luglio

Giornata relax con visita al bellissimo Museo Nazionale dell’Aviazione a Bodo , smontaggio , imballo bici e preparazione bagagli.

CONSIGLI PER IL VIAGGIO

Organizzare il nostro cicloviaggio è stato abbastanza semplice. La Norvegia è una nazione molto accogliente per i cicloviaggiatori, c’è molto rispetto per i ciclisti che sono sempre ben visti, ma sopratutto rispettati da tutti gli automobilisti.

Spesso sono presenti piste ciclabili che scorrono parallele alle arterie principali e non è difficile orientarsi per trovare percorsi alternativi dove la probabilità di incontrare veicoli è molto scarsa.

Una cosa piacevole è data dalla possibilità di lasciare bici, bagagli ed effetti personali ovunque stando sicuri di poter trovare tutto al loro posto una volta tornati. Possibilità di furti prossima allo zero!
La cosa importante da considerare bene prima di partire è che in Norvegia, per noi italiani, è tutto molto caro! Alloggio, cibo, servizi vari. Si può tentare di risparmiare qualcosa facendo la spesa al supermarket, cosa che noi facevamo per assicurarci colazione e pranzo. La sera invece ci siamo sempre concessi un pasto caldo al ristorante (spesa dai 30 a 40 euro a persona), ma volendo ci si può arrangiare cucinando in campeggio o nelle case prese in affitto dove è sempre presente una cucina comune.

Per dormire, avevamo con noi la tenda che però non abbiamo mai usato dato le sfavorevoli condizioni atmosferiche. D’altro canto l’avevamo portata solo per emergenza nel caso non avessimo trovato dove alloggiare, cosa che invece non è stata mai un problema. La tecnologia in questo caso è utilissima e fra AirBnb, Booking.it e similari, trovare un posto non è stato mai difficoltoso nonostante non avessimo prenotato niente in anticipo. Spesa media per una camera con bagno in comune dai 60 ai 100 euro circa.

BICI E BAGAGLI

Quale è la bici adatta? Domanda che viene posta spesso. In realtà mi sono accorto che almeno per il cicloturismo noi italiani ci poniamo domande se non inutili sicuramente che hanno poca importanza.
Gli stranieri che abbiamo incontrato spesso viaggiavano con mezzi economici che noi non
degneremmo nemmeno di uno sguardo. Le nostre a confronto erano super-bici: una Salsa Fargo (Mtb-Adventure da viaggio) e una Specialized Diverge (Gravel).

Quindi alla domanda quale bici, io risponderei tutte… basta che siano robuste, affidabili con copertoni non di carta velina ma sopratutto con rapporti adeguati al fatto che il peso da trasportare non sarà indifferente. Certo è che con la mia Fargo, che è una Mtb a tutti gli effetti ,mi sono concesso il lusso di percorrere un singletrack abbastanza sassoso e tecnico sicuramente precluso non solo alla gravel di Eleonora, ma anche al 90 % delle bici viste sulla strada, ma è stato solo un lusso…

Fondamentale è la semplicità dei componenti montati per poter intervenire facilmente in caso di qualche inconveniente tecnico. Inutile dire che è molto utile saper mettere le mani sulla bicicletta almeno per le regolazioni base.

Naturalmente abbiamo viaggiato in modalità bikepacking con un peso per bici a pieno carico sui 25-30 kg. Avevamo con noi tutto il necessario e forse anche qualcosa in più.

La tenda, i materassini e i sacco a pelo non li abbiamo mai usati. Bisogna tenere conto che quasi ovunque è possibile lavare e asciugare il vestiario per cui inutile sovraccaricarsi.

Trovate qui in basso una lista del materiale che abbiamo carico distribuito fra una borsa sotto-sella da circa 15 litri, una borsa anteriore da 13 litri e due piccole sacche stagne da 5 litri ciascuna sulla forcella, una borsa da telaio da pochi litri, una borsetta sopra-telaio e uno zainetto da 15/20 litri dove riporre le scorte alimentari e gli indumenti impermeabili quando non indossati . La bici di Ele aveva pressoché il solito assetto.

Abbigliamento bici :

  • 2 pantaloni corti con fondello (salopette)
  • 2 maglie maniche corte
  • 1 maglia felpata maniche lunghe
  • 1 Giubbotto in Goretex e soft Shell
  • 1 Giacca impermeabile con cappuccio
  • 1 sovra pantaloni corti impermeabili
  • 1 paio sovra pantaloni lunghi impermeabili in Goretex 1 paio gambali lunghi
  • 1 paio gambali corti
  • 1 paio manicotti in lana merino
  • 1 paio di guanti dita lunghe leggeri
  • 1 paio di guanti dita lunghe invernali
  • 1 fascia tergi-sudore e copri orecchie

Intimo:

  • 2 maglie lana merino maniche corte
  • 1 maglia merino maniche lunghe
  • 1 calzamaglia termica
  • 2 paia di calzini in lana merino
  • 1 paio di calzini lunghi trekking
  • Abbigliamento vario tempo libero
  • 1 giacca comprimibile in piuma d’oca 800
  • 1 maglioncino lana merino
  • 1 paio pantaloni lunghi trekking leggeri accorciabili con zip
  • 2 magliette in cotone a manica corta
  • 1 paio di scarpe leggere per camminare

Materiale tecnico bici, ricambi e varie:

  • Scarponcini bici in Goretex con tacchette
  • Casco
  • Occhiali tecnici con lenti intercambiabili
  • Gps
  • Multi-tool
  • 2 borracce
  • Smagliacatena
  • Cavi cambio e freno
  • Pompa
  • 2 camere d’aria + pezze per riparazione
  • 2 leve cavafascioni
  • 1 paio di pasticche freni ricambio
  • 1 falsamaglia catena
  • 1 telino termico
  • 1 tazza in alluminio
  • 1 fornellino portatile a gas.

La bici di Eleonora è dotata di luci alimentate a pile. La mia Fargo invece ha la dinamo che alimenta sia il faro anteriore che la luce posteriore. Le luci sono necessarie dato che si attraversano diverse gallerie.
Per quanto riguarda l’abbigliamento abbiamo utilizzato quasi tutto dato le condizioni atmosferiche molto variabili con preferenza verso l’abbigliamento invernale considerate le temperature. A mio modesto parere molto utili gli indumenti in lana merino: confortevoli, si indossano anche per più giorni, non puzzano a differenza di quelli sintetici, mantengono il calore anche da bagnati. Molto consigliati!!!

Dare sempre la preferenza a capi di abbigliamento di qualità, tecnici, leggeri e di poco ingombro. Purtroppo quando si pretendono queste caratteristiche, oltre al carico si alleggerisce anche il portafoglio. Si tratta sempre soldi ben spesi che possono fare la differenza tra stare comodi e soffrire.

TESTO E FOTO |   Marco (Cencio) Lazzerini
FOTO |    Eleonora (Ele) Salvadori