La Via degli Dei o Sentiero degli Dei è un percorso che collega Bologna a Firenze. Il tracciato, rispolverato negli anni ’90, ricalca in parte la via preferenziale di collegamento delle due città nel Medioevo.

La Via degli Dei è sicuramente un percorso affascinante. Inizia nel centro di Bologna e, attraversando l’Appennino, porta in centro a Firenze.

Questa tratta di collegamento ha inizio con gli Etruschi che la utilizzavano per spostarsi da Fiesole a Felsina. Dopo fu il turno dei Romani che nel 187 a.C., grazie al console Caio Flaminio, costruirono una vera e propria strada transappenninica denominata Flaminia Militare (ancora parzialmente) visibile lungo il percorso.

Il percorso, nato per essere affrontato a piedi, è qui riproposto in versione mountain bike e quindi parzialmente modificato per garantirne la ciclabilità. Il percorso è stato testato a fine settembre 2016. Sei sei interessato qua puoi trovare la guida alla Via degli Dei.

quando percorrere la via degli dei

Il percorso deve essere evitato nei periodi dell’anno piovosi. La maggior parte del percorso si sviluppa su sentieri da evitare assolutamente se fangosi.

Da evitare in inverno in quanto la parte centrale del percorso risulta spesso ricoperta di neve.

Durante i mesi estivi è percorribile ma attenzione al caldo e agli insetti (zona ricca di tafani)

Si consiglia di affrontarlo in primavera e autunno.

Logistica

La difficoltà logistica della Via degli Dei è estremamente semplice. Il percorso inizia dalla stazione ferroviaria di Bologna Centrale che è facilmente raggiungibile in treno regionale con bicicletta al seguito.

L’arrivo è nella stazione di Firenze Santa Maria Novella. Sono presenti molti treni regionali a tutte le ore per qualsiasi parte d’Italia.

Mangiare/bere

Sebbene il percorso sia studiato per affrontarlo a piedi le zone dove reperire del cibo non sono poi così numerose. Si consiglia di studiare bene il percorso.

Le tappe

La Via degli Dei è facilmente percorribile in MTB in 2 giorni. Si consiglia di dormire nei pressi del Passo della Futa. In zona Monte di Fò (pochi chilometri sotto il passo della Futa è presente l’albergo ristorante camping “Il Sergente”, ottimo posto per passare la notte e godere di una splendida cena.

Il Sergente
Via Santa Lucia, 26, 50032 Barberino di Mugello FI
055 842 3127

Il percorso

L’inizio e la fine della Via degli Dei, quello nelle vicinanze delle città per capirsi, è molto scorrevole. La parte centrale, che attraversa l’Appennino, risulta invece varia e caratterizzata da pendenze importanti.

DURATA

2 giorni

DISTANZA

118 km

DISLIVELLO

3000 m

PEDALABILE

99%

DIFFICOLTA’ (1-10)

5

ASFALTO

40%

STERRATO

60%

TRACCIA GPX

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IL RACCONTO DI MICHELE CATALUCCI

La VDD è un percorso escursionistico che collega le città di Bologna e Firenze, passando attraverso gli Appennini. Il nome deriva probabilmente dai toponimi di alcuni monti attraversati, fra cui Monte Venere a Monzuno e Monte Luario a Firenzuola (con riferimento alla dea Lua, invocata dai Romani in guerra), nei pressi del passo della Futa. Utilizza un percorso principalmente di crinale molto simile ai percorsi utilizzati nel Medioevo per le comunicazioni fra Bologna e Firenze, e ancora prima dai Romani attraverso l’antica strada militare romana Flaminia minore di cui sono ancora presenti numerosi resti.

L’itinerario che ho seguito io parte da Piazza Maggiore a Bologna e arriva a Firenze in piazza della Signoria, circa 120 km per 3500 metri di dislivello positivo. Lasciata Bologna (attraversando un bel parco cittadino) si attraversa il fiume Reno e pian piano si inizia a salire, anche con strappi abbastanza ripidi e , almeno per me, impegnativi) . Il primo giorno si sale fino a circa 1000m metri per poi ridiscendere leggermente verso la Futa (dove si può vedere un cimitero di guerra germanico).

Durante questo primo tratto si percorrono, per la maggior parte, tratti asfaltati e strade bianche. Una volta giunto al Passo della Futa pensavo sinceramente che il più fosse fatto, ma in realtà il secondo giorno è più duro del primo (almeno per me). Dopo la Futa ci è ancora abbastanza dislivello da salire e si deve affrontare ancora tanto fuoristrada impegnativo con alcuni tratti da fare a spinta sia in discesa che in salita. Si pedala per lunghi tratti immersi nei maestosi boschi dell’appennino, e spesso si devono guadare o aggirare enormi pozza d’acqua (anche abbastanza profonde).

Il giro è comunque molto bello e lascia la sensazione di avere compiuto una bella avventura. Specialmente se affrontato da solo, come hom fatto io, si pedala per ore ed ore nei boschi immersi solo nei propri pensieri e nei rumori della natura lontani dalla vita di tutti i giorni.
Attrezzatura usata. Due parole sulla tenda, Tenda Camp minima 1 SL, che è veramente minima, e se si è “lunghi” come me è forse un po’ troppo piccolina, ma ha veramente un ingombro e un peso minimi.

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