Bikepack è un produttore produttore polacco di borse da bikepacking.

Sono appena arrivati due prodotti spediti da Bikepack. Si tratta della borsa da manubrio DoubleTwist MK2 e della borsa sottosella RePack.

I materiali utilizzati per la creazione delle borse sono due, il tessuto x-pac prodotto da Dimension-Polyant e la Cordura.

I prodotti possono essere scelti fra 4 differenti linee: X0, X1, X2 e C. Tali linee si differenziano per il loro rapporto leggerezza/robustezza (linea X0 più leggera della X1 che è più leggera della X2). I prodotti della linea C sono destinati ad un utilizzo intensivo.

DoubleTwist MK2

Questa borsa da manubrio è in taglia L ma è possibile acquistarla anche nella misura M.

capacity: large 6-10 l, medium 3-6 l
weight: ~280g(L) , ~230g(M)

Come si vede dalle foto ha un borsello anteriore staccabile.

Le cucitore all’interno sono nastrosaldate per aumentare l’impermeabilità. Le aperture sono poste su entrambi i lati e hanno un velcro per migliorare la chiusura.

La parte inferiore ha un velcro per fissarla meglio al telaio della bicicletta oppure all’archetto della forcella.

Questo modello è una novità e ancora non è presente sul sito ma comunque può essere acquistata la borsa da manubrio senza il borsello.

PREZZO: 54,00 Euro

Presto la potrete vedere sulla bici di Nonnocarb durante il Tuscany Trail.

RePack

Questa borsa sottosella è una misura M ma è possibile acquistarla anche in misura L:

Capacity: M (5-9 l), L (8-12 l)
weight: ~400g(L) ~350g(M)

Per i materiali di costruzione usati vale quanto visto nella recensione precedente.

Ha un velcro che serve per agganciarla al tubo sella e due clip che servono per fissarla al telaio della sella. Si chiude grazie a due clip poste ortogonali tra di loro.
Ottima l’idea di attrezzare la parte inferiore della borsa con un elastico per poter appendere alcuni oggetti.

PREZZO: 65,40 Euro

Anche questa borsa verrà testata da Nonnocarb durante il Tuscany Trail.

La prova sul campo di Nonnocarb

La sera prima della partenza del Tuscany Trail, l’organizzatore Andrea Borchi mi fornisce le due borse. Svuoto allora lo zaino da 25 l che avevo riempito per l’occasione, più una borsa da mettere al manubrio e provo a riempire le due borse. Al primo sguardo non avrei mai creduto che tutta quella roba ci potesse stare, ma poi, riempi qua, riempi la, alla fine ci è stato tutto, compreso panini, barrette e banane che mi sarebbero serviti per tutta la prima giornata di viaggio. Le borse sono riempite, adesso bisogna fissarle alla bici. Comincio da quella al manubrio. Si adatta subito abbastanza bene ai cavi e alle leve dei freni, spostando queste ultime leggermente in alto. Con le due cinghie superiori si fissa al manubrio e con quella inferiore si fissa allo sterzo. Da ferma risulta abbastanza stabile, ma provando a muovere la bici simulando un terreno sconnesso ha un po’ di gioco che potrebbe risultare fastidioso. Decido allora di fissarla meglio con due cinghie che mi ero portato dietro, e le fisso all’esterno verso le leve dei freni, cosi la borsa risulta molto più stabile, senza impedire le due aperture laterali. Molto comoda risulta la borsetta supplementare, utilissima per avere sempre a disposizione gli oggetti più piccoli.

Passo adesso a quella sottosella. Andrea mi aiuta a capire come funziona l’attacco alla sella, in effetti piuttosto semplice, poi attacco la cinghia al tubo sella, e poi bisogna tirare tutte le cinghie che servono per la chiusura posteriore, in tal modo la borsa risulta piuttosto stabile e compatta, nonostante sia piuttosto carica.

La prova sul campo

Per prima cosa specifico che non ho mai provato altre borse da bikepacking, perciò non ho un termine di paragone, posso solo giudicare quello che ho provato. Si parte su asfalto in salita, sullo scorrevole nessun problema. Poi sterrata sconnessa, anche qui borse stabili. Poi sul sentiero finche si pedala tutto bene, quando il sentiero si impenna e c’è da spingere il peso totale di bici e borse (12+8) comincia a farsi sentire. Se poi c’è pure da spallare allora 20 kg da tirare su sono tanti, anzi troppi, in questi due ultimi casi preferirei avere lo zaino in spalla e la bici leggera. Per fortuna il tratto da spingere e spallare finisce e si può risalire in sella, anche in discesa la bici fila via bene, proprio per la buona aerodinamica, certamente meglio che con le borse laterali su portapacchi. In serata comincia a piovere, visto che so le il tessuto delle borse non è antipioggia, mi sono portato due copri zaino e cerco di adattarli alle borse. In ogni caso è sempre meglio riporre indumenti e materiali all’interno delle borse in sacchetti di plastica per essere sicuri che restino asciutti. I due copri zaino funzionano comunque bene, anche se sarebbe meglio avere qualcosa fatto su misura, specialmente in caso di pioggia forte.

Mi fermo per la notte, adesso devo fare mente locale per ricordarmi dove ho messo le cose e da che parte aprire la borsa sul manubrio. L’apertura è comunque semplice e anche la successiva richiusura prima della partenza. La sera successiva comincia a piovere forte, fortissimo, ma un po’ per la copertura supplementare degli zaini e un po’ per i sacchetti di plastica all’interno, non si bagna nulla. Piove anche tutto il giorno dopo, ma rimane tutto asciutto. Pedalando le borse si sentono poco, naturalmente all’inizio con il peso si parte lentamente, ma poi si va via belli veloci, merito anche della fat bike e il grosso volume delle gomme, ideali per il carico in bikepacking. Sia in discesa che in salita la bici è bella stabile e il carico è distribuito bene. Anche in salita molto ripida riesco a pedalare senza scendere, come se non avessi le borse piene.

Insomma il giudizio è sicuramente positivo, le borse restano ben fisse, il materiale è facilmente accessibile, il carico è ben equilibrato e avere la schiena libera è sicuramente positivo, sia per il carico che per la traspirazione migliore che con lo zaino. Questo naturalmente se il tour previsto è quasi completamente pedalato, se invece sono previsti dei tratti a spinta o a spalla allora la bici risulta piuttosto pesante da spingere.

Come lato negativo, alla fine del tour mi sono accorto di due cose: la prima è che la borsa sottosella presentava un piccolo forellino nel tessuto, probabilmente perché la bici mi è caduta per terra, la seconda è che togliendo la borsa dal manubrio, questo è risultato scolorito nelle zone di attacco delle cinghie, per lo sfregamento di fango e acqua. La prima cosa si può risolvere prendendo le borse con un tessuto più rinforzato, e non con quello più leggero, mentre per la seconda sarebbe bene mettere del neoprene o altro materiale protettivo fra cinghie e manubrio, in modo da ridurre al minimo lo sfregamento.

BIKEPACK SERIE “C”

Dopo che si siamo accorti che la versione X0 non era adatta ad un uso MTB abbiamo ordinato le stesse borse ma della serie “C”.

Appena le ho prese in mano ho subito capito che si tratta di un prodotto molto interessante. Le cuciture, le rifiniture e le cinghie sono identiche alla serie “X” ma queste sono costituite per il 90% con il tessuto Cordura (solo le parti in nero sono fatte con l’x-pac). Se di contro pesano 200 g in più alle altre super leggere (tutto il set si intende) come vantaggio hanno che sono indistruttibili. Bello anche il colore.

CONCLUSIONI

Contro

Il tessuto da noi scelto (X0) si è rivelato troppo poco robusto per un utilizzo da MTB. Lo vedrei molto bene invece per un utilizzo su bici da strada. Visto la minima differenza di peso (200 g) si consiglia la serie “C” per un utilizzo MTB.

La borsa al manubrio, quando riempita per intero, tende a ballare alle sue estremità. Forse sarebbe opportuno studiare un fissaggio supplementare in questa ipotesi.

Esteticamente le borse sono un po’ anonime tutte di colore nero, fortunatamente si possono ordinare in altri colori.

Il vero grosso limite di questo marchio è la sua produzione artigianale che rende queste borse spesso non disponibili nell’immediato. Speriamo che le cose migliorino con il tempo!

Pro

Il prezzo è l’arma vincente di questo produttore, offrendo valide borse ad una piccola cifra.