LA GRANDE CORSA BIANCA 2015 | Bikepacking.it

LA GRANDE CORSA BIANCA 2015

La Grande Corsa Bianca è una gara invernale di 160km e 7000 m di dislivello da percorrere in totale autonomia, con gli sci, a piedi o in fatbike che, da due anni, si corre, con partenza e arrivo a Ponte di Legno (BS), attraverso la Val Camonica, la Val di Sole e la Valtellina.
Quest’anno, dal 12 al 14 febbraio si è svolta l’edizione uno (dopo la zero dello scorso anno).
Rispetto alle classiche del grande Nord, la GCB vanta un dislivello a dir poco mostruoso che, insieme alla pendenza estrema di molte salite, rende la gara non proprio ideale per le bici, ma ormai è deciso, si va.

Nel pomeriggio dell’11 febbraio sono al palazzetto dello sport di Ponte di Legno che l’organizzazione mette a disposizione degli atleti per passare la notte. Arrivano altri concorrenti e si comincia a fare le prime considerazioni. Il centro di tutti i discorsi è la neve. Non sono ben chiare le condizioni del manto nevoso. Dopo abbondanti nevicate, le temperature degli ultimi giorni hanno portato allo scioglimento di parecchia neve e, in alcuni tratti si dovrà procedere sul nudo terreno (poco male per noi bikers).
Alla partenza siamo in 39, 7 ciclisti, 6 sciatori e 26 runners ed il clima è quello di una grande festa. Si parte dalla stazione impianti di Ponte di Legno e, dopo un primo tratto abbastanza dolce, la salita lungo le piste si fa sempre più tosta, fino a costringere noi bikers a scendere dalla bici e spingere. Tra spinte e pedalate arriviamo al passo del Tonale, dove inizia la discesa verso Vermiglio, in Val di Sole. Qui la prima amara sorpresa: 1m di neve fresca polverosa che ci costringe spingere le nostre fat in discesa per diverse ore, fino al checkpoint di Vermiglio.

Una volta arrivati in fondo alla discesa, rifocillati al primo CP, si risale dall’altro lato della valle, fino al Tonale, sempre in mezzo alla neve fresca, sempre spingendo. Il percorso è duro e la neve fresca lo rende ancora più duro, tant’è che cominciano i ritiri.
Io continuo col mio passo, mi sento bene, ma la gara è lunga e non voglio rischiare di bruciare le energie nei primi km. Risalendo al Tonale raggiungo Seba, mio compagno di avventura per gran parte della gara e arriviamo insieme al ristoro di malga Cadì dove troviamo gli altri due bikers davanti a noi. Ci fermiamo un po’ per mangiare l’ottimo minestrone di verdura, poi si riparte. Sono terzo, ma per me l’obiettivo resta quello di arrivare alla fine e quindi vado tranquillo al mio passo, prima in discesa e poi su una lunga salita a tratti pedalabile fino al ristoro di Case di Viso dove raggiungo i primi due. Seba riparte solo, seguito da Daniele Modolo, mentre io e Giovanni Roveri decidiamo di fermarci ancora per qualche minuto. La notte è lunga e la nostra idea è quella di tirare diritto senza dormire fino a domattina.
Si scende fino ad incontrare la strada che porta al passo Gavia e, dopo pochi metri su asfalto ci troviamo davanti ad un vero e proprio muro. Giù dalla bici e via a spingere. Giovanni è stanco e mi dice di andare avanti. Supero Daniele Modolo e, alle prime luci dell’alba arrivo al CP di Cortebona con un freddo bestiale, mentre Seba sta ripartendo. Sono le 6,30 e sono stanco. Siamo a circa 100km dalla fine e decido di dormire per un’oretta, dopo aver mangiato qualcosa.
Recuperate un po’ di energie, riparto alla 8,20 sotto un bel sole e mentre spingo la bici riesco a guardarmi in giro e a godere del fantastico ambiente che mi circonda.
Nel tratto che da Cortebona porta alla Val Grande si pedala poco, ma lo spingere la bici mi permette di scambiare qualche parola con Marco Galletto, un concorrente della categoria runner che condivide con me parte del percorso.

Eccoci in val Grande. Una valle stupenda dove arrivo a mezzogiorno e, come a Cortebona, io arrivo e Seba riparte. A poche centinaia di metri dal CP incontro una motoslitta con a Bordo Daniele Modolo che abbandona la gara. Dopo un lauto pasto riparto verso il Pianaccio. Sono più o meno a metà del percorso e le salite da fare sono ancora molte.
La salita al Pianaccio non è pedalabile e così mi tocca spingere la bici per quasi 10km. I tornanti si susseguono uno via l’altro e non finiscono mai. Sono circa le 17,00 quando arrivo in cima e raggiungo Seba. Da qui, per molti km io e Seba pedaliamo e spingiamo le nostre bici insieme. Non lo conoscevo di persona, ma solo di fama. Per me questa è la prima esperienza in una competizione di questo genere ed essere qui a fianco ad uno che ha finito più volte l’Iditarod è quasi un sogno.
Dal pianaccio scendiamo a Monno da cui dobbiamo risalire fino a Malga Mola lungo un sentiero praticamente verticale. Arriviamo a Mola verso le 22,00 e qui mi concedo l’altra ora di sonno delle 2 totali durante tutta la gara. Ripartiamo insieme, ma nel tragitto che porta al Mortirolo, Seba resta indietro. Io mi godo il tracciato che, in questo tratto conosco bene e, mentre scendono i primi fiocchi di neve arrivo al Rifugio che fa da CP. Mangio un gustosissimo panino con la coppa e riparto per il secondo passaggio sul Pianaccio. Mancano circa 40 km alla fine e sono solo a pedalare verso la fine di questa avventura.
Dopo la discesa dal Pianaccio ci sono vari saliscendi ghiacciati e su uno di questi cado rovinosamente per 20m battendo gomito e anca. Impreco, piango, le energie sono allo stremo e i pensieri che mi passano per la testa sono dei più brutti. Riesco ad alzarmi e rimettere in funzione il cervello. Mancano 15km alla fine e ci devo arrivare!
Arrivo sul fondo valle e imbocco la ciclabile che porta a Ponte di Legno. Un attimo… SONO PRIMO!!! Me ne accorgo solo ora che mancano poco più di 5km alla fine, mentre il sole sorge.

Gli ultimi km sono un calvario di neve marcia e pesante tant’è che ci metto quasi due ore a spingere la bici con gomito e anca doloranti.
Ma ecco che intravedo l’arrivo, ce l’ho fatta! Ho completato questa avventura e in me affiora subito la consapevolezza che l’obiettivo di andare a pedalare in Alaska è alla mia portata. L’arrivo della Grande Corsa Bianca diventa per me la partenza di una nuova avventura che, spero, mi porterà a pedalare nel grande Nord, così come hanno fatto gli amici Seba, Ausilia e Renzo.

Commenti

Complimenti per l'impresa, deve essere stata veramente dura!

Creatore del Tuscany Trail e Tuscany Road

Ti ammiro ho letto con immenso piacere il tuo racconto,solo chi non ha la nostra passione non puo'capire.

Quasi quasi ci faccio un pensiero per Febbraio.MMMMMMMMMMMM Prima pero' dovrei liberarmi della moglie (-;