Il Grand Italian Trail attraverso l’Appennino Lucano da nord a sud restando quanto più possibile in quota, prediligendo lo sterrato e luoghi di interesse naturalistico-ambientale. Parte seconda.

Ecco il resoconto della seconda parte del Grand Italian Trail in Basilicata. Hanno contribuito al progetto Giuseppe Lagrasta, Angelo Gualano, Aurelio Scaiano, Peppe Gargaro.

Da Marsicovetere si prosegue a mezza costa con il M.Volturino alle spalle lungo il crinale occidentale dell’Alta Val d’Agri. Attraversando un bellissimo ponte a tre archi, tra una miriade di ginestre, si raggiunge Viggiano famoso per la caratteristica madonna nera impressa nel bronzo con i suoi portatori all’ingresso della città. In lontananza si può già scorgere la diga del Lago Pertusillo a sbarramento del fiume Agri e appena superata Montemurro, una discesa panoramica contornata da ulivi ci porta proprio sulla corona della diga stessa. Un imponente e suggestiva opera architettonica che ci lascia sbalorditi.

Si risale sfiorando Spinoso e una lunga serpentina ci attira nel Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri – Lagonegrese. Il M.Raparo ci osserva dall’alto fino al caratteristico borgo di Castelsaraceno dove troverete un POI molto utile : ristorante “Da Federico”, cordiali molto disponibili anche in orari considerati poco consoni e con un rapporto qualità-prezzo eccezionale per una cucina tipica da sballo.
Si punta verso Passo Armizzone ma è il bellissimo Bosco favino il vero obiettivo, una serie di chiudende per pascoli ci catapulta in un ambiente autentico a tratti marziano fino a Latronico. Pensate che in questo borgo si fanno merletti con una tecnica tipica utilizzata dai pescatori per riparare o costruire reti da pesca, ma siamo a 888m slm. Influenze greche?

Siamo all’entrata della Valle del Sinni con l’omonimo fiume che dovremo attraversare, fortunatamente il sentiero passa prima sotto il viadotto dell’Ischia e poi sopra il fiume Sinni! Si risale pedalando in località apparentemente anonime come Masullo, Procoio, Lucarelli, Preti prima di entrare ancora una volta nella sfrontata natura di Bosco Magnano, fantastico! Discese e falsi piani sempre in completa ombra, daini, torrenti scroscianti, silenzi indimenticabili.

San Severino Lucano è l’ultimo paese e poco più avanti a Voscari si trova l’ultima fonte d’acqua H24 da cui consigliamo di fare un bel rifornimento. 6km di salite asfaltate fino al Rif.Pino Loricato(1550m slm), a due passi il Santuario della Madonna del Pollino. Si, siete nel Parco Nazionale del Pollino.
ATTENZIONE se il rifugio è chiuso non si può reperire acqua quindi rifornirsi a Voscari. Se non si hanno almeno 3/4 ore di luce davanti, sconsigliamo vivamente di proseguire. Una grande tettoia in legno, la possibilità di accendere un fuoco godendovi il tramonto è sicuramente la scelta giusta.

Siamo riusciti nell’impresa di collegare il Rif. Pino Loricato al “versante tirrenico” dando una continuità lineare e che avesse un senso logico regalandovi anche un pizzico di avventura. Bisognerà scendere a piedi per circa 1 ora e mezza a passo lento sul sentiero CAI 901 della rete “Sentiero Italia” e attraversare un piccolo guado sul fiume Frido ridotto a torrente prima di rimettersi in sella e aggirare il Timpone di Murzo. La successiva fonte d’acqua H24 la trovate fronte Rif.Visitone e ancora sottobosco si sale al Colle Impiso, impercettibilmente si va su fino a 1580m slm e poi giù in un’infinita discesa.

A Piano di Ruggio, precisamente al bivio che porta al Rif. Fasanelli, termina il GIT Basilicata. Siamo al confine con la Calabria e la direzione naturale da seguire è il Pollino del versante calabro.

DURATA

2 giorni

DISTANZA

130 km

DISLIVELLO

3740 m

PEDALABILE

95%

DIFFICOLTA’ (1-10)

5

ASFALTO

60%

STERRATO

40%

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