Fabio, reduce da un viaggio in Patagonia, ci parla del suo set-up ibrido.

“Reduce da una spedizione di circa 12 giorni fra Patagonia e Terra del Fuoco, viaggiando per la prima volta fuori dal vecchio continente, ho sentito la necessità di scrivere questo articolo.

Le tappe del viaggio prevedevano vari giorni di totale autosufficienza, dovendo coprire distanze tali da non poterci garantire l’acquisto di beni di consumo. Anche la scarsa disponibilità di acqua potabile, se non tramite il filtraggio di qualche ruscello o fiume probabilmente contaminato dalla presenza di pascoli, ha aggiunto del carico extra.

Foto e testo di Fabio Barboni

Di fronte alla necessità di dover portare con me, oltre al minimo indispensabile per vestirmi, dormire, bere e mangiare per più giorni…anche un drone, mi sono accorto che se non volevo (e non volevo) ridurmi a potare uno zaino ingombrante e pesante sulla schiena sicuramente non avrei potuto affidarmi ad un bikepacking di tipo tradizionale. Una borsa da manubrio, sacche da forcella, borsa da telaio e sottosella non erano sufficienti.

Data questa necessità, ma considerando anche la volontà di non appesantire troppo la mia bici utilizzando portapacchi anteriore e posteriore, panniers tradizionali e borsoni vari, ho cercato di studiare una modalità ibrida per mantenere agilità e velocità con un carico più voluminoso del solito.

Tuttociò si è rivelato essenziale per poter trasportare 4/5 litri di acqua, cibo per 3 giorni, sacco a pelo da temperature sotto zero, materassino, tenda due posti (perché in caso di situazioni climatiche avverse in ambienti dove non c’è struttura, pianta o altro riparo per decine di km è l’unico riparo per voi e l’attrezzatura magari anche per fare una riparazione), vestiario (ridotto al minimo un cambio intimo, un paio di ciabatte, tuta antiacqua e completo in pile per la notte, piumino), ricambi bici (catena, copertone, camere d’aria, toppe, multitool, pompa, cavi ecc…), fornello e stoviglie. Per ultimi, ma non da poco, Drone, batterie annesse e power bank.

Viste le premesse e sfruttando anche un mio amico che possedeva la mia stessa bici e gli stessi prodotti abbiamo allestito due Specialized Sequoia in modo ibrido, una con Pizza Rack Specialized Anteriore (sbilanciando un pò il peso all’anteriore) ed una con un Rack tradizionale posteriore, con l’aggiunta per entrambe di Mini panniers Ortlieb “Gravel Pack” (vedi sotto per i dettagli).

Entrambe le Sequoia sono state dotate di un borsa da telaio della Blackburn, combinata a una borsa Burra Burra da 20 litri sottosella per la bici con Rack anteriore e una Burra Burra 20 litri da manubrio per quella con rack posteriore alla quale sono state aggiunte anche due borse Burra Burra da forcella da 1L.

Molti puristi del Bikepacking potrebbero storcere il naso, ma parliamoci chiaro, in situazioni in cui non ci si trova a pedalare nelle valli Italiane o centro europee dove male che vada ogni 20 km (anche meno) un bar, forno, pizzeria, ristorante, B&b, Kebab o foodtruck lo si incontra, (se non alla peggio, una casa del contadino a cui chiedere con occhio pietoso un cucchiaio di zucchero per arrivare al centro abitato più vicino), questo set-up è il minimo da avere con se (salvo il drone) per poter pedalare serenamente.

Aggiungiamo anche che se ci si trova in un ambiente estremo, dove per fare 15 km di sterrato in pianura per raggiungere un riparo, forse, ci potrebbero volere ore ed ore causa vento e/o neve, ecco che il bikepacker da trail italico con set-up tradizionale (quello con telefonino, visa, booking.com tra i preferiti, borsa da telaio con giusto  toppe, multitool e antivento, e borse da manubrio e sottosella che se montate sono piene di carta o roba inutile) potrebbe trovarsi in difficoltà. 

Ovviamente, diciamolo subito, i rack e panniers non sono funzionali al massimo nel caso si vogliano affrontare situazioni estreme come sentieri tecnici di montagna (sopratutto quello anteriore). In quel caso probabilmente il miglior modo di ibridare il nostro assetto sarebbe quello di affidarci ad uno zaino da 20/25 litri massimo. Tuttavia, per esperienza diretta, posso affermare che sono ottimi ove si preveda di affrontare strade bianche, forestali, piste da fuoristrada o anche sentieri battuti non troppo scoscesi o complicati che non richiedano passaggi troppo tecnici da enduro o ciclo-alpinismo. Il tutto garantendo ottime medie di marcia, stabilità del mezzo, precisione di guida e sopratutto schiena libera con tutto quello che ne consegue in termini di comodità della pedalata e della schiena, già obbligata per ore ad una postura non naturale.

Andiamo a vedere come si sono comportate le nostre bici:

BIKEPACKING IBRIDO CON CARICO AL RACK ANTERIORE:

  • PRO |  i motivi a favore di questa scelta possono essere vari. In primis non si appesantiscono  ulteriormente le componenti della ruota posteriore, mozzo, cerchio e raggi; è un fattore importante da non sottovalutare, ( uno dei guai più seri che potrebbe capitarvi lontano dalla civiltà è rompere la ruota) nella maggior parte dei casi i raggi più soggetti a rottura sono quelli della ruota posteriore, che sopporta la maggior parte del peso del ciclista, lo sforzo del moto dettato dalla spinta del mozzo e ovviamente le sollecitazioni del terreno, che spesso in zone remote è pessimo (vedi ripio e calaminas Argentine n.d.r. ). Fidatevi, dopo un primo momento di smarrimento vi abituerete e alla fine sarà piacevole quella sensazione di sicurezza della ruota anteriore sempre ben piantata a terra anche con fondo pessimo. Una volta in sella il peso del ciclista rende molto equilibrata la distribuzione dei pesi in movimento e sinceramente dopo 1.000 e più km credo che sarà nuovamente la mia scelta per il futuro.
  • CONTRO | Se il peso in movimento è equilibrato in pianura e ottima è la stabilità in discesa, possono crearsi delle difficoltà di trazione in salita quando si è costretti a salire in piedi sui pedali per spingere. Quindi questo assetto non lo ritengo ideale in zone dove la trazione al posteriore potrebbe essere determinante, come su sabbia, fondo molto smosso, tanta salita sterrata e arida. Altro fattore importante, occorre ben sistemare il carico per evitare che vada ad infastidire il corretto funzionamento dei cavi del cambio anteriore e posteriore che se schiacciati potrebbero non funzionare a dovere.

BIKEPACKING IBRIDO CON CARICO AL RACK POSTERIORE:

  • PRO | il sistema posteriore permette di caricare sino a 25 kg contro i 15kg di quello anteriore e offre sicuramente la possibilità di caricare molta attrezzatura senza andare ad impensierire i cavi dei comandi, il controllo del manubrio e sterzo. In più risulta apparentemente naturale.
  • CONTRO | appesantimento della ruota posteriore, con possibilità di vedere aumentato il rischio di rottura di mozzi, raggi e cerchi su lunghe percorrenze con fondo dissestato. Maggior attrito della ruota motrice, con tutto quello che ne consegue in termini di velocità e sforzo fisico sulle lunghe distanze, mozzo anteriore più scarico e sensazione di un minor controllo della ruota anteriore su fondi smossi o sterrati aridi in discesa.

IN GENERALE:

Sinceramente, mi sento di consigliare questo assetto ibrido per giri che prevedano lunghe percorrenze in zone isolate, sopratutto per la comodità di poter portare in sicurezza attrezzature particolari tipo un drone o altri delicati apparecchi come tablet, laptop, reflex, nonché una grande quantità di cibo. Tornando al tipo di assetto,  non me la sento di dire quale dei due sia migliore, valutati i pro e i contro andrebbe scelto se possibile quello più adatto alle caratteristiche del tracciato che andremo ad affrontare.

Un altro fattore che potrebbe influenzare la scelta è il peso corporeo: un biker sopra gli 85 kg potrebbe trovare più bilanciato il carico anteriore rispetto ad uno sui 65 kg, per fare un esempio pratico era con me Dino Lanzaretti (volto noto del settore), mio coetaneo, che grazie al suo fisico, con un assetto ibrido anteriore non aveva particolari problemi di trazione salendo sui pedali a differenza del sottoscritto che pesando circa un 30% in meno li ha avuti sempre sulle rampe al 15%, anche grazie al fondo smosso o addirittura con un leggero manto nevoso.

FAQ: Il rack anteriore non ha nessun tipo di problema con la forcella in carbonio, tranquilli non la disintegra. Nemmeno dopo 800 km di ripio e calaminas Argentini…quindi in Italia e in Europa potete girarci tranquillamente senza problemi.”

Qualche dettaglio tecnico:

Ortlieb | GRAVEL PACK

Li potete trovare in un’ unica misura da 12.5 litri di capienza per borsa. Sono venduti in coppia ad un prezzo consigliato di € 120,00 e sono dotati di adattatore Quick Lock 2.1, sono più leggeri delle loro controparti da cicloturismo pesando solamente 1160 grammi. Altezza 30 cm, larghezza 25 cm e profondità 14 cm.

Cosa posso metterci: in un singolo pannier potete alloggiare una borsa DJI Combo con un Mavic 2 Pro e tutti gli accessori, un piumino leggero,  una felpa con zip e avanzate anche dello spazio libero per un tablet.

Come vanno: sono resistenti all’usura, impermeabili anche dopo ore e ore sotto la pioggia e la neve con vento battente, facili da mettere e togliere dal rack grazie al sistema di sgancio rapido, facilissimi da pulire. Dopo 12 giorni tra Patagonia e Terra del Fuoco ho perso un sostegno inferiore di uno dei due pannier ( ci sono anche i ricambi nella confezione), ma per colpa mia non avendolo probabilmente ben tirato dopo l’ennesima installazione. In ultimo il mio Mavic 2 non ha subito danni e ha sempre funzionato egregiamente non dovendo nemmeno essere riequilibrato prima dell’uso. Promossi e consigliati!

Maggiori info QUI! 

Specialized | PIZZA RACK

Questo rack di Specialized ha delle caratteristiche veramente ottime. In primis è facilissimo da montare e smontare, quindi facile da trasportare anche in aereo o da riporre se non in uso. A differenza di molti rack anteriori ha una superficie piana anteriore che permette di caricare molto agevolmente una tenda o un sacco a pelo molto ingombrante, o tutti e due, e molto altro ancora.

Secondo me è uno dei migliori sul mercato oltre a essere molto leggero e compatibile con tutte le borse acquistabili (magari un paio di vecchie Ortlieb da cicloviaggiatori che pensavate che non avreste più usato con la vostra bici gravel). Importante, è dotato anche di una filettatura per alloggiare una luce anteriore.

Giudizio: consigliato a tutti, must have per chi è attento alla funzionalità e al design. Portata massima 15kg, smontabile in 2 minuti, realizzato in alluminio con tubazioni da 13mm, compatibile con borse laterali che hanno ganci per tubazioni da 13mm e più ampi.

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Foto e testo di Fabio Barboni.

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