Il Baja Divide è un tracciato lungo 2700 chilometri lungo la penisola della Baja California, da San Diego, CA, USA a San José del Cabo, BCS, MX, ricercato e sviluppato da Nicholas Carman e Lael Wilcox nell’inverno e primavera 2015-16.

Siamo appena tornati dalla Baja California dove abbiamo pedalato il percorso più incredibile della nostra carriera di bikepackers: il Baja Divide!
Qualche pedalata in giro per il mondo l’ho e la abbiamo fatta Samy ed io, ma raramente ho visto posti così remoti (forse l’Islanda) con una densità di popolazione veramente ridotta (ma stupenda) e dove i servizi sono realmente ridotti al minimo.
Laggiù non c’è nessuno che organizza le cose: vai su www.bajadivide.com leggi tutto tutto quello che c’è scritto, impari a memoria il road book, scarichi le tracce, cerchi un volo per San Diego e parti.

solitudine

Sei da solo. Se ti viene mal di pancia e non hai portato le medicine non hai un numero da hiamare. Se rompi la bici non solo non hai un numero da chiamare, devi trovare il modo di raggiungere qualcosa (centro abitato è un eufemismo) e trovare un passaggio per uno dei forse tre meccanici che si possono trovare lungo le 1700 miglia del percorso. Non è uno scherzo, non ci si va impreparati!

Il motel di Catavina. Non c’è telefono, i generatori di corrente si spengono alle 21, c’è un negozietto ben fornito e un ristorante. Per arrivarci dovrai fare 9km fuori traccia e altri 9 per tornare indietro, ma è l’unico punto di appoggio che troverai dopo tre giorni tra i cactus e prima di altri tre sulla costa, isolato dal mondo.

fondo sterrato

La parte statunitense è quasi tutta su asfalto, ma una volta in Messico, dopo Tecate, si imbocca lo sterrato e per il 95% del tempo non vedrai più l’asfalto e in certi giorni lo desidererai tanto!
Il fondo, infatti, è infido e maledetto, sempre, non da un attimo di tregua.
Sabbia. Sabbia smossa dai fuoristrada, sabbia fine come borotalco, sabbia che sembra burro di arachidi se piove (e se piove non puoi fare un metro in sella, devi fermarti e aspettare che asciughi).
Ghiaia e sassi. Ghiaia a grana grossa, ghiaia fine, ghiaia mista a sabbia, sassi tondi, sassi aguzzi, sassi grossi così…
E washboards… cunette giganti che ingoiano la bici intera, cunette piccole a ripetizione che ti fanno saltare sulla sella e che a fine giornata ti fanno scappare il manubrio dalle mani, cunette che ti fanno sentire il cervello ballare dentro la testa.
Condisci il tutto con un po’ di vento e sei pronto a partire!

Una delle lunghe sezioni sabbiose e ricche di washboards sparse un po’ ovunque lungo la via verso sud

Uno dei tratti infidi che si attraversano lungo la parte della Sierra La Giganta. Sassi per 60km.

suddivisione delle tappe

A gennaio le giornate sono corte, si parte sempre alle 7 del mattino, con le prime luci del sole, con
temperature intorno ai 2-5 gradi nella parte nord e intorno ai 10 in quella sud, con un costante vento,
spesso a favore a volte contro, ogni tanto piacevole e rinfrescante altre volte impetuoso e assordante, e si pedala per tutto il giorno immersi in un ambiente totalmente diverso da quello a cui siamo abituati. Belle, remote e sconfinate vallate, terreni brulli, semi desertici, totale assenza di acqua corrente, nessun fiume e nessun ruscello da dove attingere e filtrare acqua lungo il percorso per i primi 1500km del Baja Divide. Le distanze tra i punti di appoggio, spesso non più che delle piccole botteghe con patatine e Coca-Cola, sono a volte molto lunghe, anche 280km nel tratto più lungo, e costringono ad avere con se almeno 5/6 litri di acqua al giorno, in un paio di occasioni anche di più (siamo arrivati a portare con noi 23 litri in due in una volta sola).

Se vuoi godere del paesaggio, imponente e maestoso nella Sierra alta e nella Sierra La Giganta, curioso e unico nelle valli de Los cirios, senza tempo nella zona delle missioni, dovrai pedalare fino alle 16/16.30 ora in cui dovrai iniziare a preparare il campo per la notte perché alle 17 inizia ad essere buio. Ma la cosa è ottima per riposare bene. Lontani dalle Città mai avuto problemi a campeggiare ovunque, tra cactus enormi o sotto gli alberi, nel cortile di un nuovo amico conosciuto nel paesino o ospite di qualche minatore che si è offerto di aiutarci, mentre nei centri abitati una stanza in un motel (15-20€ in due in media) è consigliata sia per la propria sicurezza (siamo pur sempre in Messico e i narcotrafficanti anche se non li vediamo ci sono) sia per potersi fare, finalmente, una doccia e dormire in un letto (le cui lenzuola non puoi sapere quando siano state cambiate l’ultima volta…). Così facendo e complice il dislivello (spesso mal distribuito con rampe impossibili di 5-6km tutte dritte senza curve e tornanti per superare canyon di 5/600metri di dislivello positivo per tre quattro volte al giorno) sarà difficile percorrere più di 80/90 km al giorno. Samy ed io, di media, abbiamo percorso 85km per quasi 1200m di dislivello, complici le bici intorno ai 30-35 kg diventava difficile fare di più, anche se la tappa più lunga è stata di quasi 120km.

Uno dei ripidi strappi lungo la costa oceanica dopo S.ta Rosalillìta

il cibo

Per i primi 1000-1200km del Baja Divide non ci sono banche o bancomat e quasi nessuno accetta le carte di credito, quindi malloppo di pesos impacchettati a piccoli gruzzoletti e nascosti qua e la nelle borse cercando di non farsi vedere in giro con troppi soldi in mano.
Come detto, acqua a volontà e cibo per tre giorni sempre pronto! Abbiamo scoperto che le buste di cibo liofilizzato non sono il massimo in questi casi: ingombro, necessità di acqua per prepararle e la sete che fanno venire mal si conciliano con il dover centellinare ogni sorso! Quindi nei piccoli negozi si compravano spesso lattine di fagioli, tortillas, noodles, biscotti, crackers, insalate di tonno monoporzione pane confezionato e carne in scatola per cercare di recuperare le calorie bruciate, ma la fame e la sete si sono fatte sentire per tutto il tempo, tanto che ogni chiosco o ristorante lungo il percorso con noi ha fatto affari d’oro! Ma preparatevi a mangiare tacos, quesadillas e fagioli fino allo sfinimento… se vi piace la frutta… ananas dolcissimi, avocado che sembra burro, papaya che si scioglie in bocca… la frutta è eccezionale!

Spesa tipica per stare un paio giorni in mezzo al nulla. Non si trova quasi mai molto di meglio.

la costa oceanica

Il percorso, come detto, è molto fisico e impegnativo, a volte snervante quando per salire da quota 250m a quota 500m dovrai fare 1400m di su e giu sui sassi col vento contro, ma se riuscirai a rallentare e ad alzare lo sguardo un attimo ti ricorderai del perché sei lì e ti riempirai gli occhi di un paesaggio bellissimo!
La parte fuori dalle montagne, lungo la costa oceanica è realmente remota e le poche persone che si incontrano (surfisti americani in cerca delle onde perfette a bordo di pickup enormi) ti fermano sempre per chiederti se hai bisogno di acqua o cibo e spesso anche se desisti devi far spazio nelle borse per qualcosa che ti offrono (a noi ad esempio hanno riempito il poco posto vuoto con un po’ di arance).
Dormire tra le dune è una bellissima esperienza, e anche farsi svegliare da un coyote che rovista vicino alla tenda, alla fine, ha il suo fascino!

Campeggio libero sulla spiaggia El Maròn sulla costa Oceanica.

le valli de los cirios

Quando si rientra tra le valli de los cirios, i cactus giganti lasciano senza parole. Veramente enormi, protesi verso il cielo e da mille forme tutte diverse, in vere e proprie foreste verdissime. Spine lunghe anche 10cm impongono gomme robuste e tanto, tanto buon Santo lattice… vietate le camere d’aria laggiù!

I giganteschi cactus cardòn delle valli de Los Cirios

acqua

Le missioni, immerse nelle brulle vallate della sierra la giganta, sono vere e proprie oasi di palme e piante a foglia larga, e (poca) acqua corrente, ti faranno sentire un po’ meglio ma, vedendo capre asini e cavalli che si abbeverano negli stagni pieni di alghe e escrementi di capra ti faranno desistere dal prenderla e filtrarla e ti ritroverai, come noi, con 1 litro di acqua da centellinare per arrivare a bussare alla porta di contadini e pescatori (sulla costa) per elemosinare un po’ di acqua (non sempre linda e profumata).

Una delle oasi nella zona delle missioni e l’acqua stagnante come unica fonte disponibile (sconsiglio di berla)

Le imponenti e coloratissime montagne della Sierra La Giganta

la costa

La costa, finalmente, fa sperare in pedalate rilassanti e finalmente percorrenze degne, ma il fondo e i continui cambi di pendenza ti ricorderanno che qui nulla è regalato, così i soliti 1300m di dislivello giornalieri li farai anche lungomare.
Se vorrai pedalare anche la Punta De Los Hornitos (consigliatissima) dovrai arrangiarti a trovare un passaggio in barca al villaggio dei pescatori vicino a Mulegé e contrattare per il prezzo (in media 20-25€ a testa) per attraversare la Bahia Conception e ritrovarti da solo su una costa deserta per un paio di giorni almeno!

La strada costiera sul mar di Cortèz, con i suoi infiniti sali-scendi

La Paz

L’arrivo a La Paz ti risucchierà in un’altra dimensione, fatta di locali, pub, negozi, hotel VERI, ristoranti italiani (finalmente basta tacos) e servizi di ogni genere. Subito ti girerà un po’ la testa ma un po’ di comodità dopo tanti giorni di avventura lungo il percorso del Baja Divide fanno piacere.
Si continuerebbe verso sud, dopo La Paz, per il cape loop fino a San José Del Cabo per poi risalire nuovamente in città, noi per questioni di tempo ci siamo fermati lì tre giorni per fare un minimo di vacanza e tornare al lavoro non proprio devastati, prima di rientrare a casa.

Il nostro arrivo a La Paz dopo circa 1900km e 23 giorni pedalati (N.B.: abbiamo tagliato la parte tra El Vizcaìno e Mulegé per mancanza di tempo prendendo un comodissimo bus per circa 250km, mentre il percorso si snodava per circa 400km tra sabbioni impraticabili e coste oceaniche molto remote che ci avrebbero preso almeno 4-5 giorni in più)

Logistica del viaggio

Si trovano voli a prezzo umano, consiglio di fare Milano-San Diego all’andata e La Paz-Milano al ritorno (840€ a testa su edreams prenotando circa 40 giorni prima, miglior prezzo trovato). Un più economico a/r su Los Angeles (anche sui 450€) ti costringerà a prendere un treno per San Diego (circa 50$) all’andata e un volo per L.A. al ritorno (alla fine i costi saranno simili se si contano anche taxi e una notte in hotel in più a Los Angeles) e ci sarà da insistere con i doganieri messicani affinchè appongano il timbro di uscita dagli States, altrimenti al ritorno potrebbero anche arrestarti.
Per imballare le bici al ritorno siamo andati in taxi al The Home Depot di La Paz (100pesos di taxi, 5€ scarsi) e comprato pluriball, polistirolo e cellophane con circa 30€ per due bici, poi arrivate a Milano sane e salve (4 giorni dopo di noi).

Budget

Budget giornaliero tra i 15 e i 25€ a persona contando tutto tutto tranne il volo: noi abbiamo speso, in 27 giorni, meno di 500€ a testa comprese le 4 notti a La Paz di un hotel “di lusso” e cene fuori in ristoranti italiani molto più che decenti, ottimi sempre a La Paz!

Documenti necessari

Necessità di visto ESTA per entrare negli stati uniti da richiedere sul sito e portare con se, stampato e da presentare all’ingresso negli USA ( https://www.esta-usa-visto.it ) e, consigliato, visto telematico messicano per l’ingresso via terra in territorio messicano da stampare e presentare alla frontiera e da tenere con se FINO ALLA FINE DEL VIAGGIO perché possono chiederlo indietro all’aeroporto in uscita dal paese. ( https://www.inm.gob.mx/fmme/publico/en/solicitud.html ).

consigli utili

Prenditi almeno 35 giorni per fare il percorso completo se vuoi andare forte, almeno 10 in più se pensi di tenere un passo piú turistico e rilassato (ma attenzione che meno km giornalieri si traducono in tappe più lunghe e maggior quantitá di acqua e cibo da caricare sulla bici).

Sii preparato meccanicamente per risolvere ogni tipo di guaio perché non c’è veramente NIENTE a disposizione, porta poco abbigliamento per lasciare posto a cibo e acqua. Consiglio: fai in modo che ogni capo che hai con te sia indossabile insieme a tutti gli altri, uno sopra l’altro per risparmiare volume: al mattino svegliarsi con 2 gradi nella brina senza un piumino non è consigliabile, ma dopo tre ore di gradi ne avrai anche 37 (successo realmente) e ti dovrai denudare quasi completamente per sopportare il caldo! Io ho usato molto una maglietta leggerissima a manica lunghe nelle ore più calde per non scottarmi col sole, ma NON SCORDARE LA CREMA SOLARE!!!

Fornello ad alcool consigliato, non si trovano bombole di gas sul percorso, ma anche l’alcool non è semplice, lo abbiamo trovato San Diego e a Bahìa De Los Angeles a circa metà percorso, ne abbiamo avanzato. Sconsiglio di partire senza fornelletto perché alla sera e al mattino fa freddino e qualcosa di caldo fa sempre piacere.

Pensa a fare una bella cura di fermenti lattici per mantenere in efficienza l’intestino perché tra acqua di dubbia provenienza (preferisci sempre le bottiglie sigillate e piuttosto, nel dubbio, portane con te un litro in più) e street food cucinato in luoghi in cui i NAS farebbero festa un attacco di cacarella è dietro l’angolo!

la bicicletta

Bici plus quasi obbligatoria, meglio se con forcella ammortizzata (almeno una Lauf la abbiamo desiderata per giorni interi), tubeless OBBLIGATORI così come giocare con la pressioni delle gomme continuamente in base alle sezioni da affrontare. Una fat è utile nel 10-15% dei casi, una mtb tradizionale è più il tempo che ti farà imprecare di quello che ti farà apprezzare il percorso… al limite una full leggera (con tutti i problemi di carico bagagli annessi).

Se ti piace l’avventura vera, nuda e cruda, il Baja Divide è fatto per te!
(si pronuncia BAHA DIVIDE, non baia baya o baìa!)

Testo e foto di Marco Nicolette detto Yoda.

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